Non vedente va a messa con il suo cane guida ma il prete lo rimprovera: "Qui l'animale non può stare"

L'episodio è accaduto nella Parrocchia di Santo Stefano a Sesto S.Giovanni

L'episodio è accaduto nella Parrocchia di Santo Stefano a Sesto S.Giovanni

È andato a messa accompagnato dal suo cane guida, ma alla fine della funzione il parroco lo ha ripreso dicendogli che in futuro avrebbe dovuto lasciare l'animale fuori dalla chiesa. Lo racconta lo stesso non vedente, che qualche giorno prima di Natale era stato nella chiesa dove è accaduto l'episodio, la Parrocchia di Santo Stefano, a Sesto San Giovanni.

"Domenica mattina, mi reco, accompagnato da Pepe, il mio cane guida, presso la Parrocchia di S.Stefano - racconta l'uomo sulla pagina Facebook 'Sesto Segnalazioni' -. Come abitualmente faccio, in questa come nelle altre Chiese dove mi capita di recarmi, mi fermo appena oltrepassato l’ingresso, per essere pronto ad uscire nel caso Pepe dovesse disturbare la funzione, cosa che può capitare in ragione di vari eventi quali grande affollamento o presenza, non infrequente, di bambini che corrono quà e là inseguiti dai genitori".

L'uomo, quindi, rimane in disparte fino al momento della comunione, quando, aiutato da una signora, viene incanalato nella coda per prendere l'ostia consacrata. A quel punto "Pepe, stretto tra le persone in coda e quelle di ritorno nell’affollato corridoio si agita un pò ed abbaia, strettamente trattenuto vicino alle mie gambe dalla mano immediatamente in presa direttamente sul suo collare", prosegue il non vedente.

Il rimprovero

La signora che lo aiuta, allora, lo avverte che il prete vuole parlargli. Così l'uomo lo attende per dieci minuti dopo la fine della funzione, "convinto di una buona parola", annota. Ma il prelato, secondo quanto riferisce il cieco, gli si rivolge in maniera tutt'altro che bonaria: "Senti, il cane quà dentro non va per niente bene. Un conto se stesse tranquillo ma, se disturba la funzione non puoi portarlo dentro. Sai, gli anziani si spaventano. Devi lasciarlo fuori! Qualcuno ti accompagnerà dentro ma lui deve stare fuori".

L'uomo, raggelato dall'affermazione del sacerdote, gli chiede se è venuto a dirgli qualcos'altro o meno. Ma invece di essere conciliante, il prelato lo avrebbe apostrofato così: “Questo tuo atteggiamento non mi piace per niente”. A questo punto l'uomo gli chiede se questa è tutta l'accoglienza cristiana di cui è capace e il prete replica: "Io ho il dovere di tutelare le persone che vengono a Messa e il cane quà non può stare”.

Il non vedente, basito per l'atteggiamento del sacerdote, gli ricorda che nella chiesa entrambi sono "ospiti". Poi si congeda, dicendo che troverà accoglienza in altre chiese e allunga la mano per salutare il prelato, che però si rifiuta di stringerla fino a quando l'uomo insiste, specificando che vuole chiudere la cosa, augurandogli un buon Natale. 

"A quel punto, percepibilmente seccato mi stringe debolmente la mano senza neanche mezza parola di buon augurio e mi permette di allontanarmi - conclude il non vendente -. Purtroppo, è la mia riflessione, vi sono Sacerdoti che non hanno nemmeno la minima consapevolezza del Ministero che hanno liberamente scelto di svolgere. Per fortuna, però, non sono tutti così".

La versione del sacerdote

Intervistato da MilanoToday il parroco della Santo Stefano ha ammesso che l'episodio è accaduto, ma ha voluto precisarne il contesto. "Questo signore con il cane era più volte venuto in chiesa e non gli avevamo detto nulla", afferma il prete. 

"Qualche giorno prima di Natale però l'uomo ha partecipato alla messa e il suo cane, in mezzo alla gente, con i canti e la musica, si è messo ad abbaiare. Per questo l'ho raggiunto appena possibile e gli ho detto che ero preoccupato del fatto che il cane si agitasse spaventando le persone anziane", prosegue il parroco, che tiene anche a precisare la sua tolleranza rispetto alla presenza di cani durante le sue funzioni.

"Io non ho mai detto di lasciare il cane fuori dalla chiesa - afferma il prelato - ma di non portarlo in mezzo alla navata. La mia proposta è che avremmo potuto portare noi l'eucarestia al signore o che il cane sarebbe potuto rimanere in fondo alla chiesa. Ma da parte dell'uomo non c'è stata disponibilità a una negoziazione: si è lamentato della scarsa accoglienza e ha voluto andarsene".

Esprimendo rammarico per l'impossibilità di trovare un punto d'incontro, il prete giustifica la sua reazione, che avrebbe voluto "tutelare gli altri fedeli" e sottolinea: "Anche mentre noi parlavamo - mai con toni accesi - il cane ha continuato ad abbaiare per tutto il tempo. Questo per dire che la capacità di controllo dell'animale è limitata".

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Martina
    Martina

    Credo alla versione del non vedente. I preti anziché avvicinare e portare in chiesa i cristiani, anche quelli meno praticanti, tendono sempre più ad allontanarli. Continuano sempre a fare prediche ed ad utilizzare un linguaggio ormai non più in linea con i tempi di oggi. Sembra che ancora dal pulpito puntino il dito su noi peccatori. Se non si rinnovano rimarranno soli con i fedeli bigotti che vanno in chiesa con devozione ma usciti dicono peste e corna di quello a cui hanno appena stretto la mano in chiesa. Vergogna! Questa non è la carità cristiana!

  • Il monsignore e' persona decisa e risoluta, ma dubito che tutta questa scortesia di cui si parla sia reale.

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