Coronavirus, in Brianza 111 nuovi casi: al via la distribuzione (gratis) di mascherine

I casi di contagio a Monza e Brianza sono saliti a 3.046. Tutti gli aggiornamenti

L'assessore Gallera mostra la curva dei contagi

Altra giornata di battaglia al Coronavirus, quella di domenica 5 aprile, per Monza e la Lombardia. La guerra, come l'hanno più volte definita i vertici regionali, va avanti. 

La regione sembra essere vicina al punto di svolta: i contagi continuano a salire ma la curva non è più esponenziale e sembra aver perso "forza", tanto che più volte dal Pirellone hanno detto di aspettarsi, nel giro di poco, un'inversione di tendenza.

Coronavirus, contagi e morti in Lombardia

Ad ammetterlo, nel solito punto stampa delle 18 di domenica 5 aprile, è stato l'assessore al Welfare, Giulio Gallera. I "dati sono confortanti, anche se ci sono alcuni elementi che ci fanno tenere alta la guardia, soprattutto in alcuni territori", il suo primo commento. 

Nelle ultime 24 ore in Lombardia sono stati processati 8.107 tamponi. I nuovi positivi sono 1.337, per un totale di 50.455, in lieve diminuzione rispetto al giorno precedente, quando l'aumento era stato di 1.445. 

I ricoverati sono 12.009, soltanto 7 in più, mentre cresce di 100 unità - il totale è di 14.798 - il numero dei positivi che non vanno in ospedale e restano in isolamento domiciliare. "Questo è perché stiamo facendo più tamponi - ha detto Gallera -, si individuano più positivi ma sono coloro che hanno piccoli sintomi". 

I morti arrivano invece a quota 8.905, con 249 vittime nelle ultime 24 ore: "È la pagina più drammatica di questa ondata - ha ammesso l'assessore -. Il dato è diminuito un po', è un elemento che teniamo lì e lo monitoriamo". I dimessi crescono di 184 rispetto al giorno precedente e le presenze in terapia intensiva calano di 7 unità, dopo la riduzione di 55 del giorno precedente. 

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Coronavirus, contagi e morti a Monza e nelle province

"Numeri tendenzialmente positivi anche nelle città", ha spiegato Gallera. A Monza e provincia infatti, i positivi arrivano a 3.046, con un aumento di 111 in 24 ore, dato che è lievemente diminuito rispetto a sabato, giornata in cui l'incremento era stato di 141 unità.

Questi i numeri delle altre città: Bergamo 9.712, Brescia 9.340, Cremona 4.233, Milano 11.230, Pavia 2.619, Lodi 2.255, Mantova 2.044, Lecco 1.678, Como 1.384, Varese 1.191, Sondrio 591.

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Obbligo della mascherina e multa da 400 euro

Per non vanificare i sacrifici fatti finora, sabato pomeriggio dallo stesso Pirellone hanno emanato una nuova ordinanza che è in vigore da domenica 5 fino a lunedì 13 aprile, giorno di Pasquetta. 

Sono stati confermati divieti e restrizioni già al momento in atto in tutta la regione: "Chiusura degli alberghi, con le eccezioni già in vigore, degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali". A questi si aggiunge una novità: l'obbligo per chiunque esca di casa - solo per motivi di "comprovata necessità" - "di proteggere sé stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe". Per chi non rispetta l'indicazione c'è una multa di 400 euro.

Obblighi e divieti della nuova ordinanza regionale del 4 aprile  

Da lunedì mascherine gratis in regione

Per permettere a tutti di avere la mascherina, regione Lombardia ne distribuirà gratuitamente ai cittadini 3 milioni e 300mila. Si tratta di un primo approvvigionamento, come ha spiegato domenica pomeriggio l'assessore alla Protezione Civile, Pietro Foroni, a cui faranno seguito altre partite in base all'arrivo del materiale.

Lo stesso Foroni ha spiegato che 300mila saranno date nelle farmacie della Lombardia, mentre le altre sono state consegnate ai comuni, che le metteranno a disposizione dei residenti nei negozi di vicinato, nelle edicole, nelle banche, negli uffici postali e nelle stesse farmacie. A Monza e Brianza sono state destinate 250mila mascherine: i punti di distribuzione saranno approntati anche fuori da supermercati, tabaccherie, edicole, posta e banca. 

Lo scontro sulle mascherine

Sulle parole di Borrelli era nato uno scontro, l'ennesimo, tra la regione e la protezione civile. “In Lombardia, sul coronavirus chiediamo il rispetto della distanza sociale e di proteggere naso e bocca. Dato che stiamo ancora aspettando le mascherine che Borrelli ci ha promesso, noi lombardi lo faremo come potremo, perché ci rispettiamo. Tutti insieme lottiamo per uscire da questo incubo”, le dure parole pronucniate sabato sera dell’assessore al Bilancio, Davide Caparini. "Il commissario, invece, oltre a fare dichiarazioni incoscienti che sta facendo?”.

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Mascherina "obbligatoria": cosa dice l'ordinanza di regione Lombardia

Ancora più duro Fabrizio Sala, vicepresidente del Pirellone: “Le parole del capo dipartimento della Protezione civile nazionale ci lasciano a dir poco basiti. Di fatto, Borrelli prende nettamente le distanze dal nostro provvedimento - aveva detto Sala sabato sera - sulla necessità di coprire le vie respiratorie quando si esce di casa. Un modo di comportarsi che non esitiamo a definire imprudente e che davvero fatichiamo a comprendere. Non capiamo se si stia sottovalutando il diffondersi del contagio o se ci sia una mancanza di approfondita conoscenza di ciò che è successo nelle aree maggiormente colpite nel mondo”.

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