Coronavirus e condizionatori: quali rischi si corrono?

In attesa di sapere se il condizionatore è un rischio, è bene adottare qualche semplice accorgimento per renderlo il più sicuro possibile

Nelle ultime settimane sono state molte le notizie in merito alle molteplici situazioni in cui il Coronavirus può essere trasmesso, alcune confermate altre smentite. 

Con l’arrivo delle calde temperature si è aggiunto il quesito sul possibile trasporto del virus da parte degli impianti di climatizzazione.  Mentre alcune fonti ritengono che questo sia possibile, altre sostengono esattamente il contrario. Con il dubbio che persiste, e nell’attesa di scoprire dove sta la verità, non resta che procedere a rendere il nostro climatizzatore il meno pericoloso possibile. Vediamo come fare.

Innanzitutto è necessario adottare un corretto utilizzo degli split. La direzione giusta delle alette è verso l’alto: viene di conseguenza sconsigliato direzionarli verso il basso, in quanto punterebbero direttamente verso le persone. 

Prima del riavvio stagionale del climatizzatore si consiglia come prima cosa di smontare i filtri che si trovano all’interno degli split, lavandoli con acqua e sapone liquido. Una volta eseguita questa operazione, procedere con la sanificazione delle parti esposte tramite un prodotto igienizzante. Infine, quando i filtri saranno asciutti, potranno essere inseriti nuovamente al loro posto. 

Diverso il discorso per i motori esterni. Solitamente posizionate su balconi, terrazzi o addirittura sui tetti, le cosiddette “macchine” necessitano di una sanificazione operata da professionisti esperti, preferibilmente tramite una tecnologia chiamata "shock termico", che consiste nell'iniezione e nell'aspirazione ad alta pressione e temperatura. 

Gli impianti dedicati a servire grandi ambienti come palestre, poliambulatori o uffici pubblici necessitano però di una sanificazione più importante. Oltre ai filtri dovrebbero essere soggetti a tale trattamento anche parti come le batterie calde e fredde, l'umidificazione ad acqua, le batterie di post riscaldamento e i vari canali di distribuzione. Ovviamente, rivolgendosi ad un'azienda certificata.


 

  

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