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Alessia Mosca (Pd): "Carcere di Monza in piena emergenza"

La parlamentare democratica, insieme al collega Renato Farina (Pdl) e a due consiglieri provinciali del Pd, ha visitato il carcere di Monza e ci ha raccontato le sue impressioni. "Sul lavoro per i detenuti stiamo facendo passi importanti"

Massimiliano Melley 4 gennaio 2012

Alessia Mosca, la deputata monzese del Pd, ha visitato il carcere di Monza insieme ai due consiglieri provinciali del suo partito Mimmo Guerriero e Vittorio Pozzati e al collega parlamentare Renato Farina (Pdl). Una visita non nuova: la Mosca infatti ogni circa sei mesi visita le carceri italiane per capire lo stato in cui versano.

Questa volta c'era anche un'altra ragione: è infatti relatrice di un disegno di legge sul lavoro nelle carceri. Ecco l'intervista che ha rilasciato oggi a MonzaToday.

Partiamo dalla proposta di legge. Che cosa prevede?

La legge Smuraglia, che attualmente regola il lavoro per i detenuti, è - come tante altre normative italiane - di fatto lettera morta. Con la legge di cui sono relatrice in commissione lavoro, e che è stata già discussa ed è calendarizzata in aula per la fine di gennaio, si vuole superare gli ostacoli che rendono di fatto scarso l'impiego dei detenuti.

Quali sono i passaggi più significativi della nuova legge?

Allarghiamo i periodi di tempo in cui imprese e cooperative ottengono benefici fiscali per assumere detenuti o persone appena messe in libertà: fino a 24 mesi oltre il periodo di detenzione. In questo modo cerchiamo di aiutare il vero reinserimento, come previsto dalla Costituzione, perché oggi la detenzione è spesso, nei fatti, una discarica sociale. Secondariamente consentiamo anche alle imprese, e non più solo alle cooperative, di ottenere i benefici fiscali.

I detenuti a Monza lavorano?

No, presto avrò a disposizione i dati esatti ma sicuramente la percentuale è molto bassa: la legge Smuraglia è pochissimo applicata, ma questo anche nel resto del Paese.

L'altro problema, più generale, è la situazione delle strutture...

Sì, è quello di cui si sta dibattendo di più in questi giorni. La speranza è che il ministro intervenga con un provvedimento ad hoc, perché il problema del sovraffollamento non può essere risolto dal singolo carcere.

Quali sono i problemi specifici del carcere di Monza?

La situazione monzese è di emergenza. Il carcere rientrava tra le cosiddette "carceri d'oro", costruite con molti soldi e una povertà tecnico-strutturale che ora sta drammaticamente emergendo. In alcune celle piove dentro, un'ala intera del reparto femminile è stata chiusa perché maleodorante. Ma le celle sono comunque poche rispetto al numero di detenuti, tant'è vero che chi stava in quelle che sono state chiuse è stato per lo più trasferito in altre carceri.

Dunque occorrono ristrutturazioni urgenti...

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Sì, soprattutto - da quello che ci ha spiegato il capo ispettore - deve essere parzialmente rifatto il tetto, proprio per impedire le infiltrazioni. Dal carcere ci hanno promesso che forniranno cifre esatte sull'entità dei lavori che si dovrebbero svolgere con più urgenza. Sappiamo che il ministero ha appena stanziato dei fondi e cercheremo di rendere prioritari lavori di questo tipo.

Alessia Mosca
carceri

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