L'ex calciatore sgozzato e gettato nell'acido vivo: Rullo voleva uccidere anche la moglie

Il corpo del direttore sportivo del Brugherio Calcio era stato trovato lo scorso dicembre in un fusto di acido nascosto nella vettura guidata dalla madre di Rullo lungo la Milano-Meda

La vittima e i due presunti assassini: Raffaele Rullo e Antonietta Biancaniello

Sgozzato e gettato ancora vivo in un bidone di acido. Questa l'atroce fine che i suoi presunti assassini avrebbero fatto fare ad Andrea La Rosa, l'ex calciatore milanese, direttore sportivo del Brugherio Calcio, ucciso dall'amico che gli doveva 30mila euro e dalla madre di lui. 

La Rosa sarebbe infatti stato ancora vivo quando Raffaele Rullo e sua madre Antonietta Biancaniello lo misero dentro al bidonde in cui pianificavano di scioglierlo con l'acido. L'ex calciatore ucciso nel novembre 2017 a Milano, infatti, sarebbe morto per "l'azione combinata dell'inalazione dei fumi dell'acido e del confinamento all'interno del bidone", quindi non per le ferite inferte nelle cantine di via Cogne dove aveva incontrato i suoi assassini.

Il dettaglio è emerso nella giornata di lunedì 2 luglio nella nota di riepilogo delle indagini sull'assassinio presentata in Procura dai carabinieri dalla Squadra Omicidi del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano. Ma per i due presunti killer non sono finiti i guai, anzi: secondo gli investigatori Raffaele Rullo avrebbe tentato di uccidere anche sua moglie — sempre con la complicità della madre — simulando un suicidio dopo averla drogata per intascare i soldi della polizza vita che aveva fatto sottoscrivere alla compagna, circa 150mila euro.

Il tentato omicidio della moglie

Gli investigatori hanno ricostruito la vicenda di cui è vittima la donna partendo dal ritrovamento in casa di medicinali di cui la moglie di Rullo non conosceva l'esistenza. Ai militari dell'Arma, infatti, aveva raccontato che il 5 ottobre 2017 aveva tentato il suicidio tagliandosi le vene dopo aver assunto benzodiazepine. Sempre agli investigatori aveva spiegato di non ricordare l'esatta dinamica e di conoscere i dettagli solo grazie al racconto del marito e della suocera.

Il tentato omicidio (mascherato come un tentato suicidio) sarebbe stato messo in scena il 5 ottobre dopo un violento litigio. Rullo avrebbe riletto le condizioni della polizza assicurandosi di poter intascare il denaro anche in caso di suicidio. La donna si salvò per un errore di valutazione: Antonietta Biancaniello in accordo con il figlio chiamò "i soccorsi senza accorgersi che la nuora era ancora in vita", precisano gli investigatori nel documento.

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