Armi in casa, un arresto in Brianza nell'ambito dell'inchiesta "Ombre Nere"

L'indagine, partita da Caltanissetta, ha coinvolto 19 persone in diverse province tra cui anche la Brianza

Le armi sequestrate nell'ambito

Un progetto: rifondare il partito nazista in Italia. Un logo, un programma e tanto odio e violenza da infondere e diffondere ai seguaci da trasformare in "soldati pronti a tutto" e ancora armi. Alcune delle quali trovate e sequestrate a un 57enne originario di Monza, Maurizio Aschieri. Anche la provincia di Monza è finita al centro dell'inchiesta "Ombre Nere" partita da Caltanissetta che ha portato a indagare 19 persone per i reati di costituzione e partecipazione ad associazione eversiva ed istigazione a delinquere.

Volevano ricreare in Italia un partito di ideologia filonaziosta denominato “Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori” ed erano pronti a seminare violenza, anche ricorrendo all'uso delle armi, e sentimenti xenofobi e antisemiti. L’operazione - che trae origine da un monitoraggio di militanti di estrema destra locali -  ha consentito alla D.I.G.O.S. di Enna di far emergere l’esistenza di una vasta e frastagliata galassia di soggetti, residenti in diverse località, accomunati dal medesimo fanatismo ideologico.

Tra queste diciannove persone risulta coinvolto anche un uomo originario di Monza. La Digos nell'abitazione brianzola avrebbe trovato e sequestrato un fucile, una carabina e un revolver. Sul conto dell'uomo risulta una licenza di porto d'armi poi revocata. Tutto il materiale è stato sequestrato e sono in corso accertamenti tecnici per verificare la funzionalità delle armi.

Miss Hitler e i milanesi coinvolti

Nell'ambito dell'inchiesta sono stati coinvolti anche tre milanesi tra cui una giovane ribattezzata "Miss Hitler" sui social in seguito a un concorso che l'aveva vista "trionfare" come reginetta e un uomo. Si tratta di R.F., una 26enne residente a Pozzo d'Adda, B.G.C. - una 46enne residente a Milano- e G.F., un 41enne residente a Lacchiarella. Durante le perquisizioni a casa loro, gli agenti hanno messo le mani su due coltelli, tre cellulari, due computer e un tablet, diverso materiale d’area, busto di Benito Mussolini, libri sul giudaismo e sul fascismo. 

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