Operazione "Woodstock", dalla cocaina in un ristorante ai 19 pusher arrestati dai carabinieri

Due i gruppi criminali dediti allo spaccio di marijuana e cocaina smantellati: i pusher avevano basi logistiche ad Agrate Brianza e a Monza

Uno scambio di droga durante l'indagine

Chili di droga scambiati per strada, in Brianza, dentro insospettabili sacchetti della spesa, marijuana che arrivava dalla Spagna a bordo di camper appositamente manomessi per nascondere la sostanza stupefacente sotto il piatto doccia e ancora un ristorante monzese dove, oltre alle pizze, i clienti potevano trovare anche la cocaina. 

E' stato proprio da qui, dall'arresto di un ristoratore trentacinquenne, F.P., di Solaro, che lo scorso ottobre 2015 è partita l'indagine dei carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Monza, coordinata dalla Procura. In quell'occasione i militari avevano assistito a tre episodi di cessione di droga “in diretta” all'interno del ristorante, in zona PalaIper. Nel locale insieme a ottocento grammi di cocaina erano stati rinvenuti e sequestrati più di ottomila euro in contanti.

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Gli accertamenti dei carabinieri sono proseguiti e le indagini, che si sono protratte per oltre un anno avvalendosi anche di quaranta intercettazioni telefoniche e riprese di sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di delineare un quadro molto più complesso e articolato che metteva Monza e la Brianza al centro di un giro di spaccio di sostanze stupefacenti che oltre all'hinterland arrivava a coinvolgere diverse province italiane tra cui Bergamo, Pavia, Genova, Verbania, Nuoro e Vercelli, finite al centro del blitz che ha messo fine all'indagine e dato esecuzione a diciannove ordinanze di custodia cautelare.

I dettagli dell'operazione denominata "Woodstock" sono stati illustrati giovedì mattina in Procura dal Procuratore, Dottoressa Luisa Zanetti, dal pm Salvatore Bellomo e dal Comandante del Gruppo Carabinieri di Monza, Colonnello Rodolfo Santovito, insieme al Maggiore Enrico Vecchio, comandante della compagnia dei carabinieri di Monza. 

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L'indagine ha portato all'esecuzione di diciannove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti spacciatori tra i 49 e 23 anni, dodici italiani, cinque albanesi, un romeno e una donna moldava, ritenuti responsabili a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Per tredici di loro sono state emesse ordinanze di custodia cautelare in carcere, cinque sono stati destinati agli arresti domiciliari e per un solo soggetto è scattato l'obbligo di presentazione alle polizia giudiziaria. 

Nell'ambito delle indagini è emersa la presenza di due distinti gruppi criminali attivi tra la Brianza e Monza. Il primo, composto da tre cittadini albanesi, la donna moldava e un romeno, è risultato particolarmente attivo nell'ambito dello spaccio di marijuana e i suoi componenti da Agrate Brianza, dove aveva sede la base logistica dell'organizzazione, erano riusciti a instaurare rapporti anche con pusher nell'alto milanese, nella Bergamasca e a Vercelli. Nel comune brianzolo due fratelli albanesi avevano allestito in un'abitazione con annesso un box un magazzino dello spaccio. Qui i pusher stoccavano la droga che proveniva dalla Spagna e la rivendevano agli spacciatori che arrivavano ad Agrate Brianza anche da altre province. 

A marzo dello scorso anno, a Monza, durante le indagini i carabinieri erano riusciti a intercettare un camper proveniente da Spagna dove erano stati nascosti nel doppio fondo del piatto doccia undici chili di marijuana. In parallelo a quest'organizzazione criminale, sul territorio di Monza ne operava un'altra, composta soprattutto da cittadini italiani i quali, avvalendosi di un gruppo di pusher, vendevano lo stupefacente in diversi punti del capoluogo brianzolo.

A Monza arrivavano spacciatori per rifornirsi di sostanza stupefacente un po' da tutti i comuni dell'hinterland e addirittura anche da fuori provincia con propaggini dell'attività criminale che addirittura erano riuscite a raggiungere Verbania. Nel corso delle indagini sono state arrestate altre nove persone, documentate 180 cessioni di droga e sequestrati 16 kg. di marijuana, 1 kg. di cocaina e 10.000 euro, provento dell’attività di spaccio.

"Questa operazione dimostra la professionalità che hanno raggiunto le nostre forze di polizia con pazienza e impegno ma per essere più incisivi sul fenomeno ci vorrebbero più risorse in tutti i settori, sia in ambito giudiziario che investigativo" - ha detto il Procuratore Luisa Zanetti - "Se avessimo più risorse non dico che si risolverebbe il fenomeno ma almeno potremmo incidere molto di più nella lotta allo spaccio" ha dichiarato.

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