Rapine e violenze come nei videogiochi: arrestati i giovani della "Compagnia del Centro"

Sei giovanissimi sono finiti in carcere. Oltre alle rapine sarebbero responsabili anche di un tentato omicidio

La gang in azione

Rapine, aggressioni e violenze gratuite che, in un caso, sono sfociate anche in un tentato omicidio con un giovane pestato a sangue e riempito di calci alla testa e lasciato a terra, in un sottopasso. Furti e minacce per controllare il territorio e veder riconosciuto il proprio predominio, alla conquista di Monza. Sei giovanissimi ragazzi, quattro italiani e due cittadini stranieri, sono stati arrestati dalla Squadra Mobile della Questura di Monza su esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Monza, ritenuti responsabili di dieci rapine e un tentato omicidio nell'ambito dell'indagine denominata "G.T.A".

Proprio come in un videogioco, per conquistare punti e salire di livello, compivano rapine e usavano la violenza come strumento di predominio. Stanchi di limitarsi a usare il joypad, annoiati, senza alcuna ambizione lavorativa o scolastica, i ragazzi uscivano di casa, vestendo i panni dei protagonisti di G.T.A.(Grand Theft Auto), il famoso videogioco ispirato al mondo criminale per derubare con minacce di morte vittime ignare che si trovavano a passare nelle "loro" zone o aggredire i passanti, per pochi euro, per un orologio o una bicicletta e il telefono cellulare.

Arrestati i membri della "Compagnia del Centro"

Sei ragazzi, tutti giovanissimi e poco più che maggiorenni, sono finiti in carcere accusati, a vario titolo di un tentato omicidio e di dieci rapine aggravate, lesioni, furto, minacce gravi e spaccio di stupefacenti. Il gruppo, noto in città come "Compagnia del Centro" o "Compagnia del Ponte" (Ponte dei Leoni), agiva imponendo il proprio predominio sulla zona centrale della città, controllando il territorio con la violenza. Sono dieci in totale le rapine contestate al gruppo, tutte commesse tra marzo 2018 e gennaio 2019, ma nella realtà, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, potrebbero essere molte di più. "Rapine violente commesse con efferatezza con cui i giovani aggredivano i passanti e anche le persone che si apprestavano in alcuni casi a soccorrere le vittime" ha spiegato il procuratore di Monza Luisa Zanetti. Gli episodi e le vittime però potrebbero essere anche molte di più. "Dobbiamo superare il senso di paura che si è diffuso tra i giovani che frequentano il centro perchè tacendo il problema si ingrandirà e solo con le denunce potremo riuscire a ottenere un risultato" ha aggiunto il procuratore Zanetti. 

VIDEO | Vittima aggredita e picchiata a Monza 

La banda infatti terrorizzava le vittime che avevano anche paura a denunciare, minacciate di morte o di ritorsioni. In un caso a presentarsi in commissariato, è stato il padre di un minorenne rapinato e aggredito dal branco che ha rivelato che il figlio non usciva di casa da tre mesi per paura. 

Dal videogioco alla violenza in città: "G.T.A. Monza"

"Non sono uno da X-box lo sai, le facevo in giro le cose. Sulla play mi annoiavo". Questa una delle tante conversazioni intercettata dagli inquirenti nell'ambito dell'indagine che ha portato all'arresto della "Compagnia del centro a Monza". Dai videogiochi alla strada, alle violenze gratuite commesse ai danni di vittime indifese. In carcere sono finiti S.E., italiano, monzese, 19 anni, S.D., 19 anni, italiano, residente in provincia di Monza, M.F., 20 anni, anche lui residente in Brianza, V.E.;j.M., 20 anni, dominicano, residente a Monza, A.C., 22 anni, italiano, monzese e T.C.J., 25 anni, marocchino. Questi i membri della gang che tatuata sulla mano aveva una sigla, "1312", una sequenza numrica che associa a ogni numero una lettera dell'alfabeto in ordine prgressivo e rimanda all'acronimo "Acab" (tradotto in italiano "Tutti i poliziotti sono bastardi"). 

Dalla prima rapina al tentato omicidio

Le indagini sono iniziate nello scorso mese di ottobre dopo una rapina commessa ai danni di un gruppo di ragazzi nei giardinetti del NEI a Monza. Dalle descrizioni fornite dalle vittime i poliziotti della Squadra Investigativa del commissariato di Monza hanno subito capito di avere a che fare con la "Compagnia del Centro". E da qui è iniziato un minuzioso lavoro per ricostruire, a ritroso, tutte le rapine. L'ultimo episodio di cui si ha traccia, il più grave in una escalation di violenza senza sosta, risale allo scorso 15 gennaio.

Nella notte il branco ha aggredito e picchiato a sangue un ragazzo monzese di 32 anni dopo averlo provocato volutamente. Mentre il giovane era in compagnia di alcuni amici all'interno di un locale in corso Milano, a Monza, è stato raggiunto da una gomitata sferrata da uno dei componenti della banda ed è nato un diverbio proseguito a suon di botte fuori dal bar. Qui la banda ha accerchiato e picchiato il malcapitato fino a trascinarlo nel sottopasso di corso Milano e colpirlo ripetutamente con calci e pugni anche alla testa per poi interrompere la furia violenta solo dopo aver sentito in lontananza le sirene delle volanti della polizia, scappando via. 

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