Aguzzino delle prostitute di Cinisello e Sesto: incastrato dalla carta di credito

L'uomo era latitante dal 2017. Deve scontare una condanna a 13 anni di carcere. I dettagli

Dovrà stare in carcere per 13 anni e dal mese di agosto del 2017 era latitante. Era stato condannato definitivamente dal Tribunale di Milano per sfruttamento della prostituzione, violenze e sequestro di persona. E adesso, finalmente, è stato arrestato e riportato in prigione.

Per il momento lontano dall'Italia: in attesa della estradizione è in cella in Romania, dopo un'operazione della 'Catturandi' dei carabinieri di Milano, guidata da Marco Prosperi. Michi Stoica, alias 'Puia', romeno di 39 anni è stato incastrato dall'uso assiduo delle sue carte di credito. Pagava il noleggio di auto e i conti dei ristoranti senza badare a spese ma sempre lasciando tracce nei pos dei circuiti finanziari. L'uomo era membro di un'organizzazione internazionale di sfruttamento della prostituzione, anche minorile, attiva oltre che in Italia, in Olanda, Francia, Spagna, Belgio e alcuni paesi dell'Est Europa. In Lombardia 'Puia' era una sorta di vigilantes. Controllava la zona nord di Milano: da viale Fulvio Testi, passando per Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni, fino ad arrivare al Monzese.

Era lui che collocava le ragazze in strada, le controllava, raccoglieva i soldi delle serate, 'arbitrava' le controversie tra le donne e i clienti e le puniva quando non stavano alle regole. In alcune occasioni - hanno riferito i militari che hanno seguito la sua cattura - le isolava in appartamenti, privandole della possibilità di comunicare con l'esterno e minacciandole anche di morte, personalmente o contro i parenti in Romania. La squadra del Nucleo investigativo di Milano ha preso il 'caso' dal 6 febbraio. I militari hanno subito capito che l'uomo aveva lasciato l'Italia da tempo. Tanto che la sua ultima traccia nel Bel Paese risaliva al 2016. Da allora - scopriranno poi i carabinieri - l'uomo era andato a vivere dalla sua compagna ad Oviedo, in Spagna. A portarli su questa pista sono le testimonianze di alcune delle sue vittime milanesi. Quando sentivano il suo nome, stando a quanto riferito, alcune di loro si irrigidivano e non parlavano più.

Altre, invece, cercavano di scavare nella memoria per aiutare le indagini. L'uomo, infatti, era attivo nel suo quadrante italiano tra il 2008 e il 2010. Sul suo profilo Facebook, intanto, pubblicava foto di lui e la fidanzata in Spagna. Nell'ultimo periodo, forse dopo aver saputo della condanna in via definitiva, aveva lasciato Oviedo ed era tornato a vivere a Giurgiu City, la sua città d'origine in Romania. Con l'auto aveva attraversato l'Europa, stando attento a non passare per il suolo italico. Non è servito a nulla. Il suo 'vizio' della carta di credito al ristorante lo ha tradito ancora. La polizia romena, su richiesta di via Moscova, lo ha arrestato il 24 aprile. Ora si attende l'estradizione.

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