Picchiato e minacciato dal collega: in pochi mesi gli dà 116mila euro

Per soddisfare le richieste dell'estorsore, la vittima ha usato i soldi dei suoi genitori e ha chiesto il Tfr all' azienda. Poi, ha trovato la forza di denunciare

L'uomo è stato arrestato a Milano - foto repertorio

Nell’ultimo anno e mezzo aveva reso la sua vita un inferno. Lo aveva minacciato, picchiato e gli aveva tolto quasi tutto. Per costringerlo ad accontentare le sue richieste lo aveva obbligato a chiedere il Tfr all’azienda per cui lavorano entrambi e lo aveva spinto a “rubare” soldi dal conto corrente dei genitori.

Era diventato il bancomat personale di un collega quarantaseienne, un operatore ambientale di Lesmo, che dopo mesi di silenzio e paura ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri per far arrestare il suo estorsore. 

In manette è finito un uomo di quarantasei anni di Lainate, nel milanese, con precedenti per rapina e impiegato come lavaggista nella stessa azienda della vittima. I carabinieri di Arcore, allertati dall’operatore ambientale, hanno arrestato il quarantaseienne in strada a Milano proprio mentre intascava trecento euro estorti al suo collega.  

Dopo aver ammanettato l’estorsore e riconsegnato i soldi al legittimo proprietario, i militari sono riusciti a ricostruire gli ultimi diciotto mesi di incubo del quarantacinquenne di Lesmo, che ha vissuto tra minacce - via chat e via telefono -, botte e continue richieste di denaro. 

In un anno e mezzo, il lavaggista era riuscito a farsi dare circa 116mila euro, una parte dei quali la vittima aveva prelevato dal conto corrente dei suoi genitori, quando ormai il suo conto in banca era all’asciutto. 

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In più, a casa dell’arrestato i carabinieri hanno trovato un modulo di richiesta d’anticipo del Tfr intestato al quarantacinquenne di Lesmo per una somma di circa ventimila euro. Molto probabile, a questo punto, che anche quei soldi sarebbero finiti nelle tasche dell’estorsore. 

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