Seveso, arrestato lo spacciatore dell’Altopiano con la droga al parchetto

In manette un uomo di 33 anni, incensurato, disoccupato. Nella stessa zona tre settimane fa i carabinieri hanno arrestato anche un 23enne

La droga e il denaro sequestrato

E’ stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti un uomo di 33 anni, di Seveso. Incensurato, disoccupato, era diventato il pusher di riferimento per chi era in cerca di droga nel quartiere in zona Altopiano. Sotto gli occhi dei carabinieri, all’interno di un parchetto, ha tentato di disfarsi di un involucro di droga con 31 grammi di marijuana già divisa in undici dosi ma è stato notato e per il 33enne sono scattate le manette. In casa dell’uomo sono stati trovati circa settanta grammi tra marijuana e hashish.

Nell’area inoltre sono stati identificati tre giovani, due ragazzi di 23 e 19 anni e una ragazza di 19, segnalati in prefettura come assuntori in quanto trovati con alcuni “spinelli”.

Meno di tre settimane fa i militari avevano arrestato un altro pusher, con ogni probabilità in concorrenza con il 33enne: si trattava di un 23enne, celibe, con precedenti per spaccio. Anche lui era stato trovato in possesso di droga e di alcune decine di euro in contanti.

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L'avvocato del 23enne arrestato lo scorso 1 novembre a Seveso, in una nota precisa che: "Quanto agli articoli in oggetto viene testualmente riportato che il mio assistito abbia precedenti per droga, che sia un pusher, che sarebbe stata sequestrata una somma di denaro provento di attività illecite e che l'arresto sarebbe avvenuto dopo un periodo di osservazione. Parte delle notizie da voi riportate non solo non corrisponde al vero (...) ma sono potenzialmente idonee a cagionare gravi danni al mio assistito dipinto in poche righe come un soggetto pregiudicato e dedicto all'attività di spaccio di sostanze stupefacenti".

"Occorre sottolineare che il mio assistito è persona incensurata. Nessuna somma di denaro derivante da una pregressa attività di spaccio è stata sequestrata. L'iniziale sequestro disposto dai carabinieri in sede di perquisizione, non è stato poi mantenuto dal pubblico ministero il quale ha correttamente disposto la restituzione non essendovi prova che la stessa sia provento dell'attività di spaccio vista l'esiguità della somma sequestrata e della circostanza che XXXX svolge attività lavorativa".

"A comprova che il mio assistito non abbia alcuno spessore criminale e che la Sua responsabilità penale dovrà ancora essere vagliata nel corso del giudizio, nei suoi confronti non è stata applicata nessuna misura cautelare". 

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