Guerriglia urbana alla Gartico Scarl di Basiano: 30 feriti

Trenta feriti, divisi a metà tra i manifestanti e le forze dell'Ordine. Questo il bilancio della mattinata di scontri di fronte alla ditta nella zona industriale di Basiano

BASIANO -  Trenta feriti,  divisi a metà tra i manifestanti e le forze dell'Ordine. Questo il bilancio della mattinata di scontri di fronte alla ditta Gartico Scarl nella zona industriale di Basiano. L'azienda collabora per la logistica, tra gli altri, anche col gruppo Il Gigante. Sul posto numerosi mezzi di soccorso e anche un elicottero. La mobilitazione durava da venerdì,  ma stamattina si è arrivati allo scontro frontale quando le forze dell'ordine sono intervenute per disperdere il picchetto di fronte ai cancelli di ingresso. La protesta è stata  organizzata dai dipendenti della cooperativa Alma Group di Peschiera Borromeo che fornisce servizi di facchinaggio alla Gartico.   Gartico aveva dichiarato l'intenzione di interrompere il rapporto di lavoro con la cooperativa:  quest'ultima non avrebbe potuto ricollocare i dipendenti in altre posizioni, paventando il licenziamento. La maggioranza dei lavoratori è di origine nordafricana.  Gli esuberi sarebbero più di 80.

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LA RICOSTRUZIONE - Gli scontri sono cominciati durante il tentativo di interruzione di un picchettaggio esterno all'area industriale. Secondo le forze dell'ordine l'aggressione sarebbe avvenuta durante il tentativo di allontanare il presidio spingendolo lontano dai cancelli, dove si era piazzato per impedire l'ingresso a un pullman con a bordo un gruppo di dipendenti della società e l'uscita di alcuni camion che dovevano consegnare merce. Un'azione di routine, secondo la Questura, che però si è trasformata in tafferuglio quando dalle seconde file alcuni operai, supportati da una ventina di aderenti a centri sociali e Cobas, sono stati lanciati sassi e oggetti pesanti. I manifestanti hanno poi affrontato la successiva carica con spranghe e bastoni.

LA VERSIONE DEI SINDACATI -  DIfferente la versione dei sindacati. "Questa mattina un plotone in tenuta antisommossa della polizia ha replicato l'attacco dell'8 giugno al picchetto dei lavoratori in sciopero davanti ai magazzini del Gigante  per cercare di far entrare nell'azienda dei crumiri venuti dall'esterno per lavorare al loro posto" - scrivono il  Si Cobas e il Centro sociale Vittoria, presenti sul posto, in una nota. "Hanno sparato lacrimogeni ad altezza d'uomo - si legge nel comunicato - spezzato le gambe a due lavoratori e pestato duramente gli scioperanti ferendone una quindicina. Gli operai, soprattutto pakistani ed egiziani, hanno tentato di resistere a mani nude alla carica della polizia ma di fronte all'armamentario messo in campo dagli avversari hanno dovuto soccombere. I crumiri sono, così, entrati grazie al distaccamento armato della polizia sempre al servizio dei padroni per reprimere la lotta dei lavoratori, questi ultimi erano li a difendere il loro posto di lavoro. Alla fine dello scontro hanno arrestato e portato via uno dei delegati dei lavoratori in sciopero".

INDAGINI  - La Digos ha già avviato le indagini per individuare i più violenti tra i manifestanti.

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