I pompieri chiudono le porte ai clochard, "ma i soldi sono i nostri”

Botta e risposta tra Paolo Piffer e i vigili del fuoco dopo la proposta del consigliere di ospitare i senzatetto nella caserma di via Cavallotti. I pompieri: “Li porti a casa sua”. Piffer: “La caserma la pagano i cittadini”

E' "guerra" tra Piffer e i pompieri - Foto Infophoto

Loro che per mestiere il fuoco lo spengono, questa volta lo hanno alimentato. Forse anche inconsapevolmente, forse soltanto per difendere quello che è “loro”. Una struttura nata per loro, certo, ma costata cinque milioni di euro ai cittadini e praticamente mai utilizzata. Tanto che qualcuno, il consigliere di Primavera Monza Paolo Piffer, aveva “osato” immaginare per quella stessa struttura un futuro diverso, magari anche solo temporaneo, ma diverso. E invece no, che “Piffer si porti i profughi a casa sua”. 

E “guerra” a suon di comunicati e interviste tra Paolo Piffer e i vigili del fuoco monzesi, o almeno una parte di essi. 

A dare il là alla battaglia è stata un’interrogazione di una decina di giorni fa del consigliere di minoranza. Chiaro il senso della richiesta di Piffer al sindaco Roberto Scanagatti: “La nuova caserma di  via Cavallotti è ancora vuota e inutilizzata? - aveva spiegato a MonzaToday - Apriamola per l’inverno ai senzatetto della città”. 

Una richiesta che, evidentemente, non ha trovato il favore degli stessi vigili del fuoco. Che, anzi, ci sono andati giù pesante con il politico. “Li ospiti lui a casa sua se vuole fare il buon samaritano - ha protestato qualche pompiere al Giornale di Monza -. Queste persone più che pensare idee bizzarre dovrebbero interessarsi ai problemi di questo edificio. Vengano a farsi un giro, prima si informino - avevano rincarato la dose - poi facciano proposte”. 

Paolo Piffer, però, qualche informazione l’aveva presa e - incassato il colpo - ci tiene a sottolineare che tra “casa sua” e la nuova caserma dei vigili del fuoco qualche differenza c’è. 

“Buongiorno Sig. Pompiere che non ho il piacere di conoscere personalmente - è il suo commento a metà tra l’ironico e l’amareggiato -. Le spiego subito perché sarebbe più opportuno ospitare provvisoriamente i senzatetto in caserma e non a casa mia come invece suggerisce lei?”. 

“Semplice - dice Piffer -. Io utilizzo tutti i 30 mq del monolocale che abito, e l’affitto lo pago con i miei soldi, mentre la “sua” caserma è stata costruita con i soldi di tutti  i cittadini, molti dei quali arrabbiati visto che è sempre vuota. E considerato che presto arriverà il freddo e dormire per strada non sarà più così consigliabile, la mia mi è sembrata una proposta di buon senso”. 

Un buon senso che, evidentemente, non è stato colto dai vigili del fuoco. Che hanno gettato benzina sulla polemica e hanno difeso con gli artigli ciò che considerano loro. 

“Il fatto poi che l’immobile non sia di proprietà del Comune - ma del ministero dell’Interno - come tra l’altro scritto nella mia interrogazione, le assicuro che non pregiudica nulla, al massimo complica un po’ le cose. Tutto qui, ecco perché le sue dichiarazioni offensive sono del tutto fuori luogo”.

“Ma la cosa che mi preoccupa - ammette Piffer - è un altra. Io non me la prendo per queste cose, diciamo che a fare politica un po’ ci si abitua, il problema vero è che le espressioni micragnose che ha utilizzato, e che fanno trasparire anche una buona dose di intolleranza, a mio avviso non rispecchiano per niente i valori che tutti sappiamo contraddistinguere il corpo dei Vigili del fuoco: coraggio, lucidità, solidarietà, altruismo”. 

Tutti valori che il consigliere di Primavera Monza ha toccato con mano perché “mio zio è stato un pompiere per tutta la vita e conosco molto bene i sacrifici che ha fatto e non permetterò a nessuno di  sporcare questo ricordo”. 

“Ammetto che leggere una smentita o un suo passo indietro mi farebbe sentire parecchio sollevato - confessa Piffer -, ma se chi ha rilasciato l’intervista al giornale lo ha fatto in modo ufficiale a nome della caserma e la ribadisce, allora forse chi ne ha le competenze dovrebbe rivalutare molto attentamente l’idoneità di chi ricopre quel ruolo”. 

“Vorrà dire - conclude Piffer - che per questa volta sarò io a buttare acqua sul fuoco, e non lei sig. Pompiere”. 

Con un solo risultato: la caserma costruita in tempi da record e costata - euro più, euro meno - cinque milioni continuerà a restare ampiamente vuota e inutilizzata. I senzatetto invece - perché in fondo nessuno aveva parlato di “profughi” - continueranno a restare in strada. 

E così Monza perde due volte.

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