Monza inquinata e troppo poco green: il capoluogo brianzolo ultima città in Lombardia

I dati del XXIII Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia. Male la qualità dell'aria e la scarsa presenza di impianti dedicati all'energia rinnovabile

Il capoluogo brianzolo ultimo tra le città italiane nel XXIII Rapporto Legambiente. Monza occupa il 91esimo posto su 104 città capoluogo di provincia nella classifica redatta sulla base della ricerca di Legambiente realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia eil Sole 24 Ore.

Lo studio punta a delineare un ritratto delle performances ambientali del Paese attraverso una analisi dei numeri delle principali città sulla base di diciassette indicatori selezionati in relazione alla qualità dell'aria, le acque, la gestione dei rifiuti, la mobilità e l'energia. 

Monza ha ottenuto un punteggio pari a 39,46% e si è classificata al 91esimo posto nella classifica nazionale e all'ultimo per quella lombarda, perdendo diverse posizioni rispetto alla 78esima posizione guadagnata nel 2015. Per il capoluogo brianzolo hanno pesato in maniera negativa per i risultati del Rapporto soprattutto le valutazioni relative alla qualità dell'aria con i valori medi annuali registrati dalle centraline urbane di traffico e fondo per il biossodo di azoto e il PM10 che riportano Monza come 88esima e 89esima città in Italia su 104 capoluoghi di provincia. Meglio invece per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente e i consumi: la città brianzola infatti con 126 litri di acqua consumati per abitante al giorno si è posizionata al 15esimo posto nella classifica sulla base dell'indicatore, salendo addirittura sul podio, terza classificata, per la minima dispersione della rete (differenza tra l’acqua immessa e l’acqua consumata per usi civili, industriali, agricoli).

Buone anche le prestazioni relative alla gestione dei rifiuti e alla raccolta differenziata con la 34esima posizione occupata nella classifica relativa all'indicatore ecologico e il decimo posto ottenuto per la produzione annua pro capite di rifiuti urbani con 420,9 kg per abitante.

Le performance negative relative al capoluogo brianzolo, secondo Legambiente ancora troppo inquinato e incapace di rinnovarsi in chiave green, sono emerse soprattutto riguardo all'impiego dell'energia rinnovabile. La città di Teodolinda infatti occupa il 95esimo posto per gli impianti rinnovabili installati su edifici comunali e il 96esimo posto con solo l'8% di consumi provenienti da fonti rinnovabili sul totale dei consumi domestici.

Nella top ten italiana della classifica invece si trova Mantova, al 3° posto, preceduta da Verbania (2 posto) e Macerata (1 posto). In Lombardia Lecco mantiene la 14esima posizione rispetto al 2015, Cremona sale di 4 gradini arrivando 20esima; Bergamo scala la classifica dal 41° al 30° posto, Sondrio precipita dal 7° al 41°; Pavia guadagna 20 posizioni arrivando 43esima; Lodi scende e Milano passa dal 51° posto al 73° e registra i peggiori dati per le medie di polveri sottili.

QUI I DATI DELLA CLASSIFICA E IL RAPPORTO COMPLETO

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