La cocaina in macelleria a Monza e il giro d'affari da 20mila euro a settimana: 12 arresti

La vedetta fuori dal negozio e chili di polvere bianca custoditi in un box a Concorezzo. A far scattare le indagini sono state le richieste di aiuto giunte ai carabinieri di Sesto da parte di genitori preoccupati per la diffusione della cocaina tra i figli

La perquisizione nell'attività monzese

"Fuori piove?". Se la risposta era no allora poteva "nevicare". E a Monza, da una macelleria etnica a pochi passi da viale Libertà, di polvere bianca ne usciva tanta. Quasi un chilo a settimana per un giro d'affari da oltre ventimila euro che - in un mese - diventano quasi 100mila. 

I carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni guidati dal Maggiore Saverio Sica hanno dato esecuzione a un ordine di custodia cautelare, emesso dal gip del Tribunale di Monza, nei confronti di dodici persone - otto cittadini marocchini, tre italiani ed un venezuelano di età compresa tra i 24 ed i 64 anni - ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti. Al centro dell'indagine, iniziata nell'ottobre del 2019, una macelleria etnica di Monza dove il titolare - un cittadino 31enne marocchino - con la complicità di altre quattro persone aveva messo in piedi un vero market della droga. All'interno del locale confluivano importanti quantitativi di sostanza stupefacente - circa un chilo a settimana - e sempre nella macelleria avvenivano anche le trattative per l'acquisto delle dosi che venivano cedute ai clienti solo dopo un giro di vedetta a bordo di un monopattino intorno al quartiere per assicurarsi che non ci fossero in giro forze dell'ordine. In gergo: che non "piovesse". 

VIDEO | Cocaina in macelleria 

L'indagine e la richiesta di aiuto dei genitori disperati 

A far scattare le indagini circa un anno e mezzo fa sono state le richieste di aiuto giunte al Comando dei Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni da parte di famiglie e genitori disperati e preoccupati per la diffusione della cocaina tra i propri figli. Gli accertamenti hanno condotto alla macelleria monzese e hanno portato alla scoperta di un gruppo criminale - con al vertice tre componenti di una medesima famiglia, facenti capo al gestore della macelleria etnica di Monza - che servendosi di altri quattro collaboratori gestiva qunatitativi considerevoli di cocaina. Nell'ambito dell'indagine sono stati identificati i responsabili di circa 150 episodi di detenzione e spaccio di stupefacenti nei comuni di Monza, Sesto San Giovanni e Milano. La droga invece veniva nascosta a Concorezzo, in un box nella disponibilità del titolare, intestato ai suoceri dell'uomo. Proprio qui lo scorso gennaio i militari dell'Arma di Sesto avevano seguito l'uomo a bordo di uno scooter e avevano trovato un chilo di polvere bianca. Ma dentro il negozio ne entrava e usciva molta di più.

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"Sberla o pugno", ecco come si ordinava la droga a Monza

Uno schiaffo, una sberla o un pugno. Questo il codice utilizzato per riferirsi ai quantitativi di cocaina da movimentare per la vendita. Da Monza la polvere bianca arrivava anche a Sesto San Giovanni e a Milano. Nell'ambito dell'indagine - grazie al fiuto delle unità cinofile del Gruppo Carabinieri di Orio al Serio - e alle perquisizioni sono stati trovati e sequestrati tre chili di cocaina e una pistola. Sono state cinque le persone finite in manette in flagranza di reato per i reati di detenzione di armi da fuoco clandestina e spaccio di sostanze stupefacenti. Dieci, dei dodici destinatari di provvedimento, sono stati rintracciati e sottoposti alla misura cautelare, due invece sono stati fermati all'estero. Durante le operazioni è stato tratto in arresto in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio un italiano di Monza, classe 1971, colpito da ordinanza, che, esito perquisizione personale e domiciliare, è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina.

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