Panem, ore decisive: ieri consiglio comunale aperto per tornare a sperare

Il sindaco di Muggiò, Pietro Zanantoni, ha dialogato con gli operai: «Incontro in Provincia per favorire azioni di rilancio con il Gruppo Novelli, non perdete la fiducia»

Il consiglio comunale aperto di lunedì sera (foto MM/Monza Today)

MUGGIO’ – Puoi salvarti dal fallimento se l’azienda che dovrebbe salvarti la pelle sta fallendo? Il problema della Panem è racchiuso tutto in questo paradosso: la Novelli – l’azienda alla quale lo storico panificio di Muggiò ha affidato il suo rilancio – sta lottando per la sopravvivenza. Ieri a Roma i vertici del gruppo umbro hanno incontrato i rappresentanti di alcuni istituti di credito al ministero dello Sviluppo economico. Il nuovo Cda ha chiesto alle banche di concedere loro fiducia e di aiutarli a dare una svolta a una vertenza che tiene col fiato sospeso 700 lavoratori negli stabilimenti di Spoleto, Amelia e Terni.  Se il salvataggio avrà successo, potrà partire anche il rilancio della Panem.

La tensione si tagliava a fette ieri sera a Cascina Faipò. Sindaco, consiglieri comunali, sindacati e lavoratori si sono dati appuntamento in aula consiliare. All’ordine del giorno, il caso Panem: la storica azienda di panificazione di Muggiò che rischia di chiudere.

«E’ inutile che nascondiamo dietro a un dito – ha spiegato Matteo Casiraghi, di Flai Cgil -. La situazione è molto critica. Il futuro della Panem è essenzialmente affidato a due risposte. La prima riguarda il futuro del Gruppo Novelli. Si spera che le banche siano disponibili a finanziare il piano di rilancio dei cinque stabilimenti di questo gruppo alimentare. La seconda, riguarda tutti noi. Se la Novelli si salverà, vogliamo sapere se è disponibile agli impegni presi con il Tribunale di Monza».

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Il sindaco di Muggiò, Pietro Zanantoni (centrodestra) si sta spendendo in prima persona per far ripartire lo stabilimento: «Il primo pensiero – ha detto è non prendere in giro i lavoratori. La situazione è critica e non possiamo fare molto. Ma tutto quanto è in nostro potere, lo facciamo volentieri. Domani (oggi per chi legge) sarò in provincia per mettere a punto con il presidente Dario Allevi alcune misure per favorire il rilancio. La Panem è importante: per tanti anni a Muggiò questo marchio è stato sinonimo di lavoro. Io stesso ho lavorato per cinque anni alla Panem. Erano gli anni dell’università e lavoravo nei giorni del weekend per avere un piccolo stipendio».

La crisi della Panem ha subito recentemente un’accelerazione: «Nelle ultime settimane Panem ha perso tra il 50 e il 70 per cento delle sue quote di mercato – ha aggiunto Paolo Castiglioni di Uila Uil -. Clienti forti come Lidl, Carrefour ed Esselunga hanno voltato le spalle – chi in parte, chi del tutto – all’azienda di Muggiò. Colpa dell’instabilità: nei reparti lavorano non più di 30 dei 122 operai. Le consegne avvengono con il contagocce, le materie prime scarseggiano. Gli stipendi sono in ritardo: anche quelli dei trasportatori che non consegnano né le materie prime, né il pane. Difficile rilanciare l’azienda con questo clima di assoluta incertezza. La Novelli e le banche devono dirci che cosa vogliono fare. Così potremo tornare a credere nello sviluppo di questa azienda».

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