Spacciavano droga per vandalizzare i treni: denunciati e arrestati i ragazzi di una "crew"

Nove giovani, otto lombardi e uno straniero, sono indagati. In casa di due di loro, arrestati, sono stati trovati dodici chili di hashish e marijuana. Erano tutti parte della crew "We can all"

La crew all'opera - Foto © Mt

Il nome, in fondo, non lo avevano scelto a caso. Erano convinti di poter fare tutto quello che pareva loro - “We can all” -, senza il rischio di essere presi o finire nei guai. Erano sicuri di poter continuare a vandalizzare treni e metro a loro piacimento. Ed erano certi di poter avviare anche un fiorente mercato di spaccio della droga per riuscire ad avere i soldi per continuare nelle loro attività vandaliche. Per loro, però, i problemi sono iniziati quasi due anni fa, quando gli agenti della polizia locale di Milano gli hanno messo gli occhi addosso, e sono diventati molto molto seri negli ultimi giorni, quando un pubblico ministero li ha indagati. 

VIDEO | Così agivano i ragazzi di "We can all"

foto video writer-2

Nove ragazzi, otto lombardi e uno straniero, sono stati denunciati e altri due arrestati in un’indagine che ha coinvolto otto polizie locali sul writing vandalico. I giovani, secondo quanto reso noto dai vigili di Milano, erano parte di una delle più importanti e cruente crew lombarde, la “We can all”, attiva ormai da quindici anni e rispettata in tutto il mondo.  

Due, sostanzialmente, gli interessi della crew: imbrattare e lasciare tag sui vagoni di treni e metro e coltivare e conservare in casa chili e chili di marijuiana e hashish. Durante le perquisizioni, infatti, gli agenti hanno trovato nelle abitazioni dei due arrestati dodici chili di droga, da spacciare per avere la disponibilità economica per potere continuare nei raid. 

Gli indagati e gli arrestati- hanno ricostruito le polizie locali di Milano, Piacenza, Arese, Monza, Camparada, Segrate, Reggio Emilia, Opera e i carabinieri di Catania - in due anni si sono resi autori di numerosi blitz contro muri, stazioni ferroviarie e treni della metropolitana. Il modus operandi era sempre lo stesso, e perfettamente funzionante: i ragazzi - tutti col volto coperto e irriconoscibili - scavalcavano cancelli o recinzioni, “firmavano” i vagoni e scappavano nel minor tempo possibile. 

Oltre alla droga, nel corso dei controlli a casa dei membri della crew, gli inquirenti hanno messo le mani anche su bombolette, maschere, marcatori, tablet, telefoni cellulari, macchine fotografiche e un modellino di treno coperto delle tag tipiche della crew.

"Come si è già avuto modo di vedere in più di una occasione - ha dichiarato il comandante della polizia locale di Milano, Antonio Barbato - dietro alle attività dei writers talvolta si nascondono fenomeni criminali più gravi come lo spaccio di sostanze stupefacenti. La Polizia Locale di Milano è  particolarmente impegnata sul fronte della tutela del decoro urbano molto importante per la percezione della sicurezza urbana”. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, tutte le scuole di Monza e provincia chiuse: ecco l'elenco dei comuni

  • Coronavirus, un caso di contagio in un'azienda ad Agrate: donna ricoverata a Bergamo

  • Coronavirus, primo caso anche a Monza: positivo paziente ricoverato al San Gerardo

  • Coronavirus, il primo giorno di "coprifuoco" per Monza: ecco tutti i divieti nella 'zona gialla'

  • Bar non chiude alle 18 e non rispetta ordinanza sul Coronavirus: scatta la denuncia

  • Lissone, trovato il corpo senza vita di un uomo in un campo in via Toti

Torna su
MonzaToday è in caricamento