Desio, il prete che benedice i feti morti: "Trattati come rifiuti"

Sulle scatole di cartone c'è una scritta: «Rifiuti speciali». Ma dentro ci sono feti: i resti di bimbi mai nati, lasciati all'ospedale da mamme mancate

Gli scatoloni dei "rifiuti speciali" (foto MM)

DESIO – Sulle scatole di cartone c’è una scritta: «Rifiuti speciali». Ma dentro ci sono feti: i resti di bimbi mai nati, lasciati all’ospedale da mamme mancate. Presto le ruspe di un’azienda speciale li seppelliranno nel terreno del cimitero di Desio.

Ma un attimo prima che le ruspe entrino in azione, un gesto di pietà: la benedizione di un prete e una preghiera. Ci ha pensato  "Ora et labora in difesa della vita", associazione brianzola fondata dall’infermiere della Clinica Zucchi Giorgio Celsi.

"BAMBINI TRATTATI COME RIFIUTI" -  «Grazie a un provvedimento del governatore Formigoni – spiega Celsi – in Lombardia i feti abortiti devono essere sepolti in un cimitero. L’operazione però si riduceva a un asettico interramento. In parole povere, i resti dei bambini venivano buttati in un fosso. Pensate: i bambini trattati come rifiuti». Così, senza perdersi d'animo, i volontari sono riusciti a convincere l’ospedale a fornire loro (con una semplice e-mail) le date e gli orari delle sepolture: mediamente una ogni mese e mezzo. Quando arrivano il giorno e l’ora, loro si presentano al cimitero con un prete.