Mamma porta la droga al figlio in carcere: fermata e denunciata

Nei guai è finita la madre di un trentenne sudamericano, pregiudicato e detenuto in carcere a Monza. La donna è stata fermata e denunciata

La donna è stata denunciata - Foto repertorio

Ha cercato di portare un “regalino” al figlio in carcere. Peccato, però, che il dono fosse illegale e, evidentemente, vietato. 

Una donna è stata denunciata nei giorni scorsi dalla polizia penitenziaria del reparto colloqui del carcere di Monza per aver cercato di introdurre una dose di droga nella casa circondariale brianzola. 

La donna, quasi sicuramente, avrebbe voluto consegnare la droga al figlio, un detenuto sudamericano di trent’anni, durante il colloquio. 

Soltanto due settime fa, sempre nel carcere monzese, era avvenuto un episodio praticamente identico. In quel caso una donna aveva nascosto della droga nelle mutande per portarla a suo marito

“Ancora una volta - ha commentato Donato Capece, segretario generale del Sappe - i bravi agenti di polizia penitenziaria in servizio a Monza hanno colto in flagranza il tentativo di passaggio della droga da parte di un familiare al congiunto detenuto. Sono stati bravi e attenti e a loro andrebbe riconosciuto un adeguato apprezzamento da parte del ministero della giustizia e del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per la professionalità, l’attenzione e lo spirito di servizio”. 

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“Far circolare dello stupefacente in un carcere - ammette Capece - è ovviamente deleterio e pericoloso, tanto più se si considera che anche questo detenuto, pur se pluripregiudicato, è ristretto in un regime penitenziario aperto, con controlli minimi di polizia per effetto della incomprensibile scelta del sistema della vigilanza dinamica, introdotto nelle carceri dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che consente ai detenuti di stare molte ore al giorno fuori dalle celle, mischiati tra loro, senza fare nulla e con controlli sporadici ed occasionali della polizia penitenziaria”.

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