Droga in tasca ai ragazzini per venderla agli amici: la nuova frontiera dello spaccio a Monza

Gli agenti della polizia di Stato hanno denunciato un 18enne monzese trovato in possesso di 30 grammi di marijuana e di un bilancino di precisione. Il giovane ha riferito che la sostanza gli era stata ceduta in "conto vendita"

Un debito di qualche decina di euro, a volte anche un centinaio, poi la proposta di tenere in tasca la droga e di venderla agli amici. Senza nemmeno rendersi conto che non si accetta un "favore" ma si commette un reato. Questa - secondo quanto reso noto dalla Questura di Monza - la nuova frontiera dello spaccio che, come pezzi di una catena molto più lunga, arriva a coinvolgere anche ragazzini giovanissimi a Monza, tra giardinetti e piazze. 

E così nella mattinata di martedì è finito nei guai un ragazzo di 18 anni italiano, monzese, di buona famiglia. Il giovane è stato sorpreso con 80 grammi di marijuana in tasca insieme a un bilancino di precisione e del materiale per il confezionamento nei giardini degli Artigianelli. Quando i poliziotti lo hanno fermato per un controllo ha provato a discolparsi, dicendo che la droga era finiti nelle sue tasche solo "in conto vendita", ceduta da un ragazzo straniero con cui avrebbe accumulato un debito di 80 euro. 

"Quella di utilizzare giovani ragazzi, preferibilmente italiani, per spacciare all'interno del gruppo delle loro conoscenze, dando loro la droga in conto vendita, è una pratica piuttosto diffusa tra i pusher extracomunitari monzesi" spiegano dalla Questura. I ragazzi però - aggiungono dagli uffici di via Montevecchia - sembrano non avere la cognizione di commettere un reato (detenzione ai fini di spaccio) e "di essere stumenti di una catena di spaccio". 

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Secondo quanto emerso si tratta di un fenomeno trasversale che colpisce giovani di ogni estrazione sociale che reputano i pusher "amici" e accettano lo scambio come un "favore". 

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