I droni di BrianzAcque pronti per nuovi decolli nella Brianza Est

I sorvoli interesseranno i comuni di Sulbiate, Bellusco, Ornago e Cavenago Brianza

Nuovi droni si alzano in volo sui corsi d'acqua della Brianza. Dopo aver studiato dall'alto il Seveso e il Certesa, i droni di Brianzacque, sono pronti a decollare di nuovo.

Questa volta i piccoli dispositivi, impiegati per l'analisi dei corsi d'acqua per la prevenzione e per la gestione del rischio idraulico e dell'inquinamento, seguiranno il corso del torrente Cava, nell'ambito del complesso sistema fluviale delle Trobbie.

Il picccolo corso d’acqua lungo, poco più di una decina di chilometri, sarà monitorato dagli aereomobili a pilotaggio remoto nei tratti dei comuni di Sulbiate, Bellusco, Ornago e Cavenago Brianza. L’obiettivo generale è di testare il metodo BrianzaStream in contesti orografici diversificati. Il nuovo piano di sviluppo è stato presentato a Cavenago, a Cascina Sofia, nella sede di Cem Ambiente, alla presenza di tutti i Sindaci dei quattro comuni coinvolti e di altri rappresentanti di enti pubblici territoriali, a cominciare dalla Direzione Generale Ambiente di Regione Lombardia.

Droni-3

“BrianzaStream – ha spiegato il Presidente, Enrico Boerci - è un progetto che ben rappresenta l’approccio smart e innovativo con cui affrontiamo la gestione del servizi, investendo in nuovi canali di sviluppo, anche grazie all’implementazione di preziose sinergie tra i vari soggetti istituzionali che portino ricchezza di vedute e unione di know-how trasversali”.

“Questo secondo lotto – ha specificato Boerci - prevede la realizzazione di un video interattivo sferoidale (a 360°) di tutto il corso idrico, analogamente a quel che siamo abituati a vedere per le strade con lo Street View che già molti di noi conoscono”. Attraverso la nuova tecnologia applicata ai corsi idrici, sarà possibile ottenere filmati interattivi di tutto l'alveo, che saranno ispezionabili agevolmente dal PC, senza dover accedere al letto del fiume con riduzione dei rischi, dei costi e abbattimento dei tempi.

“I droni si stanno rivelando utile strumento non solo per la ricerca degli scarichi lungo i corsi idrici, ma anche a servizio delle attività di progettazione. I rilievi aerofotogrammetrici con drone ci restituiscono infatti un modello tridimensionale e georeferenziato del terreno, che rappresenta un’ottima base per la progettazione di aree naturali di raccolta delle acque meteoriche di scorrimento, consentendoci di intercettarle ed evitare che giungano in fognatura" ha specificato l’ing. Massimiliano Ferazzini, Direttore del Settore Progettazione e Pianificazione Territoriale.

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