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"Frasi omofobe". E l'Arcigay boicotta il concerto di Emis Killa

Le canzoni del rapper vimercatese "incriminate" sarebbero "Milano Male", "Broken Dolls " e "Riempimi le tasche". Lui non ci sta: "Non sono omofobo - spiega in un'intervista - sono a favore del matrimonio gay"

Antonio Piemontese27 agosto 2012

VIMERCATE - La polemica è finita su tutti i giornali della zona. Tutto nasce da un concerto che il rapper vimercatese Emis Killa ha in programma venerdì 31 agosto alla festa dei volontari del soccorso di Villadossola (provincia di Vco).  L'Arcigay locale, informata della presenza dell'artista,  afferma di aver ricevuto tantissime segnalazioni sui contenuti dei brani "Milano Male", "Broken Dolls " e "Riempimi le tasche", nel repertorio del cantante. Frasi pesanti, che non lasciano nulla al non detto. 

"Ti do del fr… e mi dai del razzista" canta ad esempio in uno dei brani il giovane rapper, che ha cominciato nel 2007 appena diciottenne. Meglo sorvolare sul resto.  L'associazione chiede la sospensione dell'esibizione. Gli organizzatori della festa, dal canto loro, si mettono sulla difensiva. Chiederanno ad Emiliano Giambelli, questo il vero nome, di non cantare le canzoni sotto accusa, ma la frittata è fatta e si intuisce che sono stati colti di sorpresa.  "Riteniamo esagerato boicottare un evento che prepariamo da sei mesi e non ha scopo di lucro - ha dichiarato Rocco Palamara dell'Anpas - Proporremo invece all'Arcigay di crearsi uno spazio all'interno della festa".  

LA DIFESA -  Intervistato da Francesca Zani de La Stampa il musicista brianzolo, che nei testi parla da duro,  si difende come un agnellino: "Non sono omofobo - spiega al quotidiano torinese - sono a favore del matrimonio gay, anche se non all'adozione, perchè la figura della mamma è fondamentale. Conosco la questione e mi dispiace. L'essere provocatori è una prerogativa dei rapper, ma probabilmente chi mi critica non è vicino al genere e non ne conosce le dinamiche".  Che, a quanto pare, sarebbero quelle di abbaiare sempre più forte.

Se non fosse chiaro, il concetto lo spiega meglio lui stesso qualche riga più avanti. "Io interpreto un personaggio - afferma -  e spesso parlo ironizzando il pensiero di qualcun altro" prosegue. Ma il ragazzo, si capisce, ha le idee un po' confuse. "Mi piacerebbe che le mie canzoni raccontassero di me per quello che sono, senza creare un personaggio eccessivo. Io mi rivolgo ai ragazzi come a fratelli minori".

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ANTI-OMOFOBIA - Naturalmente, Killa può pensarla come vuole. Nello stesso territorio dove è nato lui, però, è comparso nei mesi scorsi un movimento di ragazzi  e ragazze gay che rivendicano il diritto a non essere discriminati. Si chiama Meladailabrianza e ha prodotto un paio di video musicali, oltre a eventi e serate a tema. Molto determinati, i giovani brianzoli stanno cercando, con fatica, di farsi conoscere e diffondere un messaggio che vada oltre gli stereotipi. Non bastasse, in Brianza ha tenuto banco qualche mese fa  il caso di Don Mario, prete di Perego "licenziato" dalla Curia per avere espresso pubblicamente su Facebook un commento a favore degli omosessuali. Appresa la notizia, la comunità si sollevò, e sui palazzi e per le strade del piccolo centro comparvero  tantissimi striscioni con le parole "Io sto con don Mario". L'importante, per quanto ci riguarda, è non dare pubblicità sempre e solo a chi urla più forte.

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