Omicidio La Rosa, ergastolo per madre e figlio per l'omicidio dell'ex calciatore

Madre e figlio condannati all'ergastolo, come chiedeva la procura

Il fusto dove era stato occultato e trasportato il cadavere di Rullo

Raffaele Rullo e la madre Antonietta Biancaniello sono stati entrambi condannati all'ergastolo per l'omicidio e l'occultamento di cadavere di Andrea La Rosa. Madre e figlio dovranno anche risarcire 275 mila euro alle parti civili. La sentenza è arrivata lunedì 13 maggio da parte della corte d'assise di Milano.

I magistrati hanno quindi aderito alla richiesta avanzata dalla procura, che era appunto l'ergastolo. Il cadavere di La Rosa fu ritrovato nel mese di dicembre del 2017 nel bagagliaio dell'auto della Biancaniello, all'interno di un fusto di benzina che era stato conservato per qualche settimana in un garage di proprietà di Sante Cascella, in via Litta Modignani: questi è stato già condannato con rito abbreviato per favoreggiamento.

La seconda vita di Rullo

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Rullo e la madre avrebbero tentato di tagliare la gola a La Rosa, lasciandolo poi morire per asfissia dopo averlo ricoperto con una sostanza a base di acido. Durante le indagini è anche emersa la seconda vita di Rullo, molto dispendiosa, fatta di incontri con escort e cene eleganti. Una seconda vita che finanziava anche attraverso le truffe alle assicurazioni. Non solo: madre e figlio, dopo avere stipulato una polizza vita a nome della moglie di lui, tentarono di eliminare quest'ultima tagliandole le vene ai polsi e inscenando un suicidio. Ma andò male e la donna sopravvisse.

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Nell'ambito dell'inchiesta sono emerse truffe sulle assicurazioni che sarebbero state perpetrate da Rullo e dalla madre, con la presunta "collaborazione" anche di altri familiari. Un sistema che, per il procuratore aggiunto Fusco e il pm Ripamonti, rappresenta una «seconda vita» fatta di «belle ragazze, vita dispendiosa e truffe necessarie».

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