Si inventa un falso lavoro per evadere dagli arresti domiciliari. E finisce in carcere

Accusato di evasione e falso in atto pubblico

Per ritagliarsi qualche ora di evasione, un cittadino marocchino di 34 anni si era inventato una carriera di addetto alle pulizie in un’impresa di Milano. E agli ispettori del lavoro, aveva mostrato aanche un libretto di lavoro e un foglio con carta intestata dell’azienda che richiedeva la sua presenza. Indispensabile.

Non era vero niente. E a scoprirlo, i carabinieri di Seregno, non ci hanno messo molto. E’ successo che un pomeriggio il 34enne è rientrato tardi. Appena venti minuti oltre l’orario limite. Ma è bastato perché scattassero degli accertamenti con una telefonata al suo posto di lavoro. Così, il castello di fantasiose menzogne è miseramente crollato. Era falso il libretto di lavoro, falso il contratto di lavoro, inesistente perfino l’impresa di pulizie. Quando i carabinieri sono andati a cercarlo, nella sua abitazione, il 34enne ha fatto la valigia e ha preso il giaccone, senza nemmeno chiedere perché.

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Ora si trova nel carcere di Monza, con l’accusa di evasione e falso in atto pubblico.

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