La felicità in tempo di crisi? Voto 7 per i brianzoli

Da un'indagine della Camera di commercio di Monza e Brianza i lombardi risultano ancora soddisfatti, con i giovani e i brianzoli più ottimisti. La casa resta una certezza, ma scende rispetto allo scorso anno il grado di soddisfazione, da 8,3 a 7,9, forse per colpa dell'Imu.

MONZA – Anche se cala la percezione della qualità della vita in Italia, i lombardi danno ancora voti alti alla propria condizione, e i brianzoli pure di più. Al punto che la felicità, anche nel cuore della crisi, ottiene ancora 7 di media.

E’ la Camera di Commercio di Monza e Brianza in collaborazione con DigiCamere ad aver svolto nei giorni scorsi l’indagine “Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia” in cui, al campione di persone intervistate, è stato chiesto di dare un voto al alcuni degli elementi più significativi della propria vita, come la casa, il lavoro o il quartiere in cui risiedono. E l’unico elemento che, in media, non appaga completamente  i lombardi è la situazione economica.

Il 46% dei lombardi si dichiara, infatti, insoddisfatto della propria condizione, mentre a riportare su il grado di soddisfazione ci pensano salute (l’80% si dichiara soddisfatto), famiglia e amicizia (rispettivamente 93% e 89%) e tempo libero (77%). E sono i più giovani ad essere i più “ottimisti” in tutti gli aspetti della vita, mostrando un livello di soddisfazione maggiore.

Il reddito resta lo spartiacque, segnala lo studio: sotto ai 1.500 euro netti al mese, la qualità della vita per i lombardi risulta insoddisfacente. Le famiglie con reddito di oltre 3 mila euro al mese esprimono un grado di soddisfazione più alto. Nella “ricetta” della qualità della vita i lombardi assegnano all’ingrediente “casa” il voto di soddisfazione più alto 7,9 ma il giudizio è inferiore rispetto allo scorso anno (8,3) – forse per l’Imu - quindi al quartiere e al contesto in cui vivono (7,3); fanalino di coda il lavoro con un indice di 7,1 (in linea con lo scorso anno).

Rispetto all’indice di felicità complessiva, sono le famiglie di Monza e Brianza e Bergamo le più ottimiste: attribuiscono un bel 7,1 alla qualità della loro vita. Le famiglie brianzole e bergamasche sono soddisfatte di più per casa, quartiere e lavoro (rispettivamente 8, 7,1 e 7,2 per Monza e Brianza e 8, 7,5 e 7,6 per Bergamo). Più ottimisti sul futuro sono in Brianza: le famiglie danno alla qualità della propria vita in futuro un 6,4. A Milano, rispetto allo scorso anno, sale la soddisfazione rispetto alla qualità della vita presente, in linea con lo scorso anno (da 5,9 a 6,1). 

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