Agguato in strada dopo la lite al bar: uomo gambizzato dai criminali in scooter, 3 arresti

L'agguato a settembre del 2018. Chiuse le indagini dei poliziotti: tre persone in manette

La vittima e il momento della gambizzazione

A descrivere perfettamente il suo profilo ci pensano le parole di uno degli investigatori che a lungo gli ha dato la caccia: "È un criminale - riflette -, una persona che non si fa particolare problemi a usare le armi per le rapine o anche soltanto per una semplice lite". E in effetti è proprio quello che A.C. - 31 anni, con una discreta lista di precedenti alle spalle - avrebbe fatto la notte del 15 settembre 2018, quando avrebbe esploso due colpi di pistola all'indirizzo di un uomo la cui unica colpa era stata proprio discutere con lui in un locale. 

Venerdì, a quasi due anni da quel folle agguato, A.C. è finito in galera: a fermarlo sono stati gli agenti del commissariato Cinisello Balsamo, diretti dal vicequestore Gianluca Cardile, che per mesi hanno raccolto prove, testimonianze, immagini per dare un volto ai responsabili di quell'azione. 

La gambizzazione in strada

Il lavoro degli investigatori era partito dai soccorsi al ferito: un uomo di 38 anni, un marocchino senza particolari precedenti, che era stato gambizzato in via Machiavelli con due proiettili di piccolo calibro sparati da un'arma semiautomatica. 

Il primo tassello del puzzle è arrivato dalle immagini delle telecamere della strada: nel video si vede chiaramente la vittima passeggiare prima di essere raggiunta da due uomini in moto, che lo colpiscono. 

Andando a ritroso coi frame e con il percorso fatto dal 38enne, i poliziotti hanno scoperto che poco prima era in un bar e che proprio lì aveva discusso con A.C e un suo amico, B.C., un 32enne anche lui con un importante curriculum criminale. 

Sono sempre gli occhi elettronici a catturare le azioni dei due uomini dopo la discussione: escono dal locale, salgono a bordo di una lancia Ypsilon e si allontanano in direzione Sant'Eusebio. Poco dopo appare proprio lo scooter degli assalitori: ad aprire il fuoco - e su questo le indagini non hanno nessun dubbio - è proprio A.C., che spara due volte contro il suo obiettivo, come in una plateale e assurda prova di forza. 

L'altra aggressione e le rapine

Da lì in poi, i poliziotti hanno lavorato a lungo per mettere tutti i tasselli al proprio posto e durante le indagini hanno scoperto che qualche giorno dopo, a fine settembre, lo stesso A.C. avrebbe preso a bastonate un 50enne in strada per un regolamento di conti. 

A ottobre, invece, a finire nei radar della polizia è di nuovo B.C., che comunque non è mai stato riconosciuto "ufficialmente" come il guidatore dello scooter, anche se è verosimile che fosse proprio lui, che pochi attimi prima era in compagnia dell'amico. Il 32enne viene fermato a bordo di un motorino rubato - insieme al 33enne B.D. - e utilizzato per compiere furti e rapine. 

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Nei mesi scorsi il quadro si completa e la procura della repubblica di Monza emette le ordinanze di custodia cautelare per tutti e tre gli uomini: A.C. deve rispondere delle accuse di lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi per la gambizzazione e di porto di oggetti atti all’offesa per il pestaggio del 50enne di fine settembre, i suoi due amici invece sono accusati di ricettazione per essere stati trovati a bordo del motorino rubato. I tre arrestati, che sono tutti appartenenti a famiglie molto note nel quartiere Sant'Eusebio, si trovano in carcere a Monza. 
 

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