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L'imprenditore: «Così la 'ndrangheta minacciava di ammazzarmi»

La vittima di una delle estorsioni, fratello di un consigliere comunale di Seregno, racconta di come fu minacciato al ristorante. Spesso per "uscirne" gli imprenditori si rivolgono a mafiosi dei paesi di origine per chiedere una mediazione

Redazione 11 settembre 2012

GIUSSANO - "...Rocco mi puntò contro anche un coltello, il coltello da tavola del ristorante". Così una delle 'vittime' delle estorsioni messe in atto dalle cosche della 'ndrangheta di Giussano e Seregno  (smantellate oggi con l'operazione 'Ulisse' condotta dai carabinieri del Ros) ha raccontato agli inquirenti della Dda di Milano l' 'umiliazione' che subì quando nella sala di un locale venne preso anche a "pugni e schiaffi al volto da parte di quasi tutti i commensali", tra cui il presunto boss del clan di Seregno, Rocco Cristello.

«CASINO ROYALE» - Nelle oltre 230 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, infatti, viene riportato anche il 'capitolo' della "estorsione nei confronti di Roberto Gioffrè", ovvero le "modalità estorsive attraverso le quali i due maggiori esponenti della locale di Seregno, ovvero Rocco  Cristello e Claudio Formica (rispettivamente capo locale e capo società) si 'appropriarono' del locale chiamato 'Casino' Royalé di Paina di Giussano, più volte emerso nell'indagine 'Infinito' come luogo abituale di appuntamento degli affiliati". La 'vittima' dell'estorsione, l'imprenditore Roberto Gioffré, ha spiegato nella sua denuncia e nelle sommarie informazioni ai pm di aver dovuto incontrare nel 2009 in un ristorante di Seregno i presunti boss per cercare di 'resistere' alle vessazioni. "Gioffré - scrive il gip Andrea Ghinetti - si recò all'appuntamento accompagnato dal fratello Francesco, consigliere comunale a Seregno"

GLI SCHIAFFI - Appena entrati nel locale, Gioffre' venne aggredito da Rocco Cristello che gli gridò: "tu sei un pezzo di m...". L'imprenditore disse agli uomini del clan che non avrebbe consegnato i "50 mila euro" richiesti e per tutta risposta venne preso a "pugni e schiaffi" al tavolo del ristorante. Poi il coltello puntato contro che fece reagire il fratello di Gioffré, consigliere comunale.  Rocco Cristello a quel punto, ha raccontato Gioffré, "lanciò un'occhiata eloquente a mio fratello dicendogli 'Franco, fatti i cazzi tuoi', frase che fece desistere mio fratello". L'importo totale estorto a Gioffré, sintetizza il gip, "ammonta a 70 mila euro". E' questo l'unico dei 4 episodi di usura ed estorsione riportati nell'ordinanza nel quale la 'vittima' ha denunciato le vessazioni subite dai clan della 'ndrangheta. Negli altri casi, invece, come si legge nell'ordinanza, gli imprenditori si limitavano al massimo a pronunciare al telefono, intercettati, frasi come "mi hanno condannato a morte, mi hanno detto (...) sono un morto che cammina".

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PENTIMENTI - Uno dei pentiti 'chiave' delle indagini di 'ndrangheta degli ultimi mesi in Lombardia, Antonino Belnome, ha spiegato a verbale ai pm della Dda di Milano che ''la scelta delle persone da sottoporre ad estorsione nel territorio lombardo ricadeva quasi sempre (...) su imprenditori di origine calabrese in quanto maggiormente inclini per mentalità a sottostare alle richieste estorsive senza coinvolgere le forze dell'ordine". Non solo, spiega ancora il gip riportando le parole di Belnome, "le vittime, di solito e per risalente consuetudine, si rivolgono ad esponenti della criminalità organizzata del paese d'origine perché svolgano un ruolo di mediazione (e non gratis, ovviamente)". (fonte: Ansa)

Roberto Gioffrè
'ndrangheta

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