Una brace accesa sotto le macerie del magazzino cinese

Dopo quasi 24 ore i Vigili del Fuoco non sono ancora riusciti a spegnere l'incendio alla Globo Trade. Forse il capannone non era assicurato

Venerdì alle 13.00 il capannone brucia ancora (©AP/Monza Today)

MONZA - L'odore acre del fumo si diffonde per le vie.  Alle 12.30 a San Donato il traffico è tornato alla normalità, i dipendenti delle ditte a fianco sono al lavoro, ma le fiamme non sono ancora spente. All'interno del capannone cova una brace che sbuffa fumo biancastro a ondate: nessuno sa cosa ci sia esattamente dentro, ma per il momento si pensa a spegnere il rogo. Elettrodomestici, giocattoli, cartoleria, ma anche cosmetici e bombolette spray, altamente infiammabili. Ci vorranno ancora diverse ore, secondo i vigili del fuoco, per estinguere le fiamme. L'avvocato dell'azienda ha stimato i danni nel pomeriggio di giovedì in un milione di euro: ma di fronte al capannone c'è un vuoto irreale. Pochi passanti, oltre ai mezzi delle forze dell'ordine. Le poche facce orientali che si intravedono di tanto in tanto dicono di avere saputo per caso, e se ne vanno. Neanche l'ombra di un fornitore, eppure è andato a fuoco tutto, e qualcuno dovrà pagarli.


NESSUN PROBLEMA - Si dice che i cinesi  della Globo Trade fossero buoni pagatori, puntuali, precisi. Gente che non vuole problemi, lavora a capo chino e cerca di disinteressarsi del resto. A quanto risulta a Monza Today, il proprietario era molto conosciuto in città e lavorava con diverse banche: acquistava prodotti all'ingrosso per rivenderli al dettaglio, in parte italiani e a norma, in parte cinesi per arrotondare.

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Dentro al magazzino,  lavoravano almeno in venti. Forse qualcuno viveva all'interno, di certo mangiavano lì. Giovedì alla vista  delle forze dell'ordine in molti sono scappati: qualcuno è stato acciuffato, e trovato senza documenti. Il proprietario è irreperibile, ha il cellulare spento: nessuno riesce a rintracciarlo. Fino a  ieri il magazzino ha scaricato container di articoli per Natale: altri sono in arrivo.
Non è sicuro che il capannone fosse assicurato: nel pomeriggio di giovedì sul posto si  è presentata la Guardia di Finanza cha compirà gli accertamenti del caso. Nessuno al monento si sbilancia sulle cause: l'orario pomeridiano lascia pensare a una fatalità, ma bisognerà attendere lo spegnimento del rogo per capire da dove sia scaturita la scintilla.

LA FERMATA DELL'AUTOBUS -  Intanto le finestre dei palazzi di fronte rimangono chiuse. L'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) e il Comune sostengono che non c'è pericolo. Ma la paura c'è. Chi passa in pullman non stacca gli occhi dal capannone. Chi attende il bus alla fermata, senza mascherina, sembra invece non farci caso. Chissà se è così, chissà cosa pensa, mentre attende di tornare a casa.

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