Incubo Tares: le famiglie monzesi pagheranno 6 milioni in più

Entro l'1 agosto sarà votato il bilancio 2013 in Consiglio comunale con anche le tariffe della nuova tassa dei rifiuti che, rispetto alla Tarsu, graverà di più sui nuclei familiari numerosi

MONZA – L’incubo d’agosto per i monzesi si chiama Tares. E’ in discussione in Consiglio comunale il bilancio di previsione 2013 e tra i nodi più critici della manovra finanziaria della città c’è la nuova tassa sui rifiuti e servizi introdotta da quest’anno dal decreto “Salva Italia” del governo Monti. Un’imposta che andrà a prendere nelle tasche dei monzesi almeno 6 milioni di euro in più rispetto a quanto dava la vecchia Tarsu, e che graverà in modo particolare sulle famiglie.

La Tares a Monza deve fruttare 22,4 milioni (rispetto ai 16,5 milioni previsti per la Tarsu nel bilancio 2012) e se prima dell’estate è stato mandato l’acconto sulla tassa dei rifiuti calcolato in modo uguale all’anno prima, entro fine anno arriverà il conguaglio da saldare secondo tempi e modi stabiliti dal governo che finora, assieme all’Imu, ha continuato a rimandare.

Il calcolo della Tares è più complesso rispetto a prima: oltre ai metri quadrati dell’abitazione incidono anche il numero di componenti del nucleo familiare, mentre per gli esercizi commerciali ci sono 30 diversi coefficienti di calcolo variabili a seconda del settore in cui si opera. Inoltre bisogna aggiunge anche un tributo provinciale del 5% e una quota fissa di 0,30 euro al metro quadro che si intasca direttamente lo Stato.

In Consiglio comunale la Giunta ha portato uno schema in cui per tutti i nuclei familiari si adottano dei coefficienti medi, quindi non i minimi ma neppure i massimi, e lo stesso vale per le 30 categorie commerciali previste, tranne 5 per cui si è deciso di applicare i coefficienti minimi: queste sono le attività di bottega (come i parrucchieri), i carrozzieri e autofficine, i ristoranti e pizzerie, i bar e pasticcerie, e gli ortofrutta, pescherie e fioristi. Categorie come banche e supermercati hanno invece già goduto di agevolazioni direttamente previste nel decreto del governo, mentre per gli altri, in particolare per i nuclei familiari ma soprattutto per i più numerosi, con lo schema arrivato in aula a Monza, la Tares sarà più cara della Tarsu, con casi in cui si potrà anche raddoppiare e oltre.

Nel resto del bilancio 2013 tasse e tariffe restano invariate, anche se a dominare i conti resta la grande incertezza sulle effettive entrate che la città potrà avere, finché a Roma non avranno deciso il futuro di Imu e Tares. Intanto, la Giunta Scanagatti non vuole più attendere ed entro l’1 agosto vuole approvare il bilancio per sbloccare, almeno nella seconda parte dell’anno, la possibilità di fare pianificazioni e investimenti.

Il bilancio 2013 resta però un documento contabile fatto in un clima di emergenza, dove si subisce un taglio di 6,4 milioni di euro sui trasferimenti dello Stato e un’ulteriore stretta sia alla possibilità di contrarre nuovi mutui, sia sui vincoli di spesa imposti dal Patto di Stabilità. Ne esce che la spesa corrente del Comune è fissata in 128 milioni di euro e ricalca quasi in modo uguale quella del 2012, mentre per la parte degli investimenti si prevedono 87 milioni, ma non per realizzare nuove opere ma solo per cercare di proseguire con gli interventi di manutenzione delle strade, degli edifici scolastici, impianti sportivi, housing sociale e sistemazione di viale Lombardia.  

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