Vigili accerchiati da 50 ragazzini: sputi, insulti e petardi contro gli agenti, denunciati in 28

In ventisei denunciati per disturbo della quiete pubblica. Altri due per oltraggio e minacce

Immagine repertorio

Hanno cominciato la serata cantando e urlando sotto i palazzi. L'hanno continuata sfidando e minacciando apertamente gli agenti della polizia locale. E l'hanno conclusa portando a casa una denuncia. 

Ventotto ragazzi - tutti tra i quattordici e i venti anni, soltanto sei di loro maggiorenni - sono stati denunciati per disturbo della quiete pubblica e due tra loro anche per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale. 

Petardi e sputi contro i vigili

La richiesta d'aiuto ai ghisa è arrivata sabato sera, quando i residenti di piazza della Resistenza - proprio sotto il comune - hanno segnalato urla e schiamazzi che arrivavano dalla strada. Quando la pattuglia è arrivata sul posto, si è trovata davanti cinquanta ragazzi, che hanno totalmente ignorato la richiesta dei vigili di allontanarsi. Anzi, uno di loro ha sputato più volte a terra mentre un altro ha aizzato gli amici contro gli agenti, insultandoli. 

I due sono stati subito identificati e denunciati, ma proprio in quel momento l'equipaggio della Locale è stato accerchiato dalla comitiva, che ha fatto esplodere un petardo alle spalle degli agenti. Poco dopo il gruppo ha lanciato un secondo petardo proprio sotto la pattuglia dei vigili, che a quel punto hanno chiesto aiuto all'esercito e a carabinieri e polizia. Neanche l'intervento delle forze dell'ordine, però, ha calmato il gruppo, che ha continuato a cantare cori contro gli agenti - definiti "infami" e "bastardi" - prima di scappare. 

Nonostante la fuga, ventotto sono stati fermati, identificati e denunciati. 

"Ritengo particolarmente grave questo episodio - il commento del sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano - e l'atteggiamento tenuto da questi ragazzini verso uomini in divisa e forze dell'ordine. Esprimo solidarietà e la mia vicinanza agli agenti della polizia locale, professionali ed efficienti come al solito. È inaccettabile inveire e lanciare petardi contro agenti, colpevoli solamente di aver chiesto loro di non disturbare la quiete pubblica".

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"Spero vivamente che i genitori di questi ragazzini si rendano conto della gravità di quanto successo - l'auspicio di Di Stefano - e che questo atteggiamento non sia ridotto a una goliardata o a un episodio di poco conto. I cittadini sono stanchi di questa maleducazione e arroganza e pretendono, giustamente, che gli spazi pubblici non vengano usati per disturbare anche a tarda notte il sonno dei residenti. È evidente che serva più educazione, rispetto degli altri e soprattutto degli uomini in divisa. Vigileremo - ha concluso il primo cittadino - e contrasteremo anche in futuro questi comportamenti".

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