Lissone: arresti domiciliari per l'uomo che uccise per una birra al "baracchino"

Dopo la sentenza di primo grado che lo condannava a dieci anni di carcere, la pena ridotta in Appello a otto anni. Il fatto nel luglio 2010 al chiosco dei panini di fronte all'Esselunga

Ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo un anno e mezzo S.D'A., il muggiorese 38 enne condannato in secondo grado a otto anni di reclusione con l'accusa di omicidio preterintenzionale. La pena è stata ridotta rispetto ai dieci anni del primo grado. A perdere la vita il 22 luglio del 2010  fu Luigi Pagani, 33 anni. Tutto sarebbe successo per le insistenze di quest'ultimo che chiedeva a due avventori del chiosco di panini di fornte all'Esselunga di farsi offrire una birra. Da qui una colluttazione, che portò la morte del ragazzo. Per la stessa vicenda era stato assolto il muggiorese Vito D'Apice: non fu sua la responsabilità del decesso.

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