L’Arengario si illumina: settecento candele per i migranti morti

Lunedì sera partiti, associazioni e semplici cittadini hanno partecipato a una veglia di preghiera per i migranti morti nel naufragio del 19 aprile. Sospeso il consiglio comunale ed è scontro politico

La veglia in Arengario (Foto Alessandro Panigada Facebook)

Una candela per ogni vittima. Una fiamma per ogni persona morta proprio mentre cercava la salvezza, sognando l’Italia. 

Lunedì sera a Monza, a due passi dall’Arengario, è andata in scena la veglia di testimonianza organizzata da associazioni, partiti e sindacati per ricordare gli oltre settecento migranti morti nel tragico naufragio nel canale di Sicilia del 19 aprile

“E’ uno stillicidio ormai insopportabile quello dei migranti che muoiono in mare - ha evidenziato la Cgil, tra i promotori della manifestazione -. Quello di oggi è numericamente il più grande. Non possiamo stare né zitti né fermi davanti a più di 700 persone in cerca di vita, che vengono inghiottite dal mare”.

“E’ l’ora del cordoglio ma anche della responsabilità - ha chiarito il sindacato in un comunicato -. Si mettano in atto immediatamente tutte le misure necessarie coinvolgendo l’Unione europea e facendo del territorio un luogo di accoglienza che sappia essere riconosciuto rifugio per coloro che fuggono da guerre e dittature, come prevede la nostra Costituzione che celebreremo il prossimo venticinque aprile”.

Anche in un giorno di dolore e ricordo, però, non sono mancati i momenti di tensione e bagarre politica. Ad accendere la discussione è stata la decisione, su proposta della maggioranza di centrosinistra, di sospendere il consiglio comunale di lunedì sera per permettere al sindaco e ai consiglieri di partecipare alla “fiaccolata”. 

La sospensione, dalle 20.45 alle 21.30, è stata votata a maggioranza con molti consiglieri di minoranza assenti dall'aula. In palese disaccordo, i leghisti Simone Villa e Alberto Mariani che arrivati in Consiglio comunale si sono dissociati dall'iniziativa. 

"È inaudito che si sospenda il Consiglio comunale per qualsiasi cosa - ha attaccato il capogruppo della Lega, Villa - è una decisione di un'ipocrisia assoluta: le attestazioni di solidarietà e partecipazioni al dolore sono personali”. Ne ha fatto una questione più politica, invece, Mariani. "Saremmo anche disponibili a partecipare alla veglia - ha spiegato - ma almeno si ammetta che Mare Nostrum ha fallito e si decida di aiutare queste persone al loro Paese”. 

Di tutt’altro tenore, evidentemente, le dichiarazioni di Alberto Maria Pilotto, segretario cittadino del Pd. “L’ennesima morte di migranti nel canale di Sicilia ci chiede di agire. Europa ed istituzioni trovino da subito soluzioni adeguate per salvaguardare la vita di bambini, donne, uomini disperati in cerca di futuro e di una terra che li accolga. La nostra cultura di solidarietà - ha evidenziato - ci impedisce di restare immobili e voltarci dall'altra parte. Non possiamo accettare che la vita degli esseri umani abbia così poco valore per essere utilizzata - ha concluso - come merce con cui arricchirsi o come strumento di propaganda politica”.

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