Sequestrano tre giovani e li fanno giocare alla roulette russa per la droga rubata: a processo

Il fatto era accaduto a Mezzago, i tre ora dovranno difendersi in aula

La droga e la pistola sequestrate

Avrebbero "invitato" le loro vittime a seguirli, li avrebbero tenuti in ostaggio per quasi tre ore e li avrebbero terrorizzati e minacciati. Poi, per convincerli a parlare, li avrebbero costretti a giocare alla roulette russa e non si sarebbero fatti nessun problema a premere il grilletto, sfidando il caso e la morte. Tutto per una partita di droga rubata. Era accaduto tra sabato e domenica 18 novembre 2018 a Mezzago e nelle scorse per i tre arrestati è stato chiesto il giudizio immediato, istanza avanzata dal Pm della Procura di Monza Salvatore Bellomo.

Per loro — tre giovani di 21, 24 e 25 anni — le accuse sono pesantissime: sequestro di persona, tentata estorsione, detenzione e porto di arma clandestina, mentre il 24enne deve rispoondere anche del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Ora dovranno decidere se patteggiare, optare per il rito abbreviato o affrontare l'intero dibattimento.

Il furto di droga e la roulette russa

Tutto sarebbe nato con il "furto" di una partita di droga trafugata da tre giovani (un 17enne e due 18enni). Gli arrestati — come avrebbero ricostruito i carabinieri — avrebbero infatti affidato a uno dei due maggiorenni una partita di droga per fargliela conservare nel suo box. Quel carico - 180 grammi - sarebbe però sparito nel nulla e i pusher avrebbero deciso di vendicare l'affronto.

Così - dopo un appuntamento fuori da un bar di Mezzago per parlare di "affari" - i ventenni avrebbero costretto i ragazzini a seguirli nel garage dove doveva essere l'erba e lì li avrebbero presi in ostaggio, minacciandoli per farsi dire dove fosse finita la loro droga.

La roulette russa all'ultimo colpo

Per mostrare alle vittime di essere pronti a fare sul serio, uno dei rapitori - il 24enne - avrebbe caricato tre proiettili nel tamburo di una pistola calibro 38 con matricola abrasa e avrebbe obbligato i ragazzi a giocare alla roulette russa.

Il sequestratore avrebbe quindi puntato l'arma contro la testa del 17enne e avrebbe sparato - ma il colpo non era partito - e avrebbe poi fatto lo stesso con uno dei due 18enni, premendo il grilletto mentre la canna era attaccata alla sua testa. Anche in quel momento - soltanto per caso - il proiettile non era uscito.

L'arrivo dei carabinieri nel box

A interrompere il folle sequestro, quando era ormai la notte tra sabato e domenica, ci hanno pensato i carabinieri, allertati da un amico delle vittime, che aveva indicato anche il box dove potevano trovarsi i tre.

Al loro arrivo sul posto, proprio fuori dal garage, i militari hanno trovato uno dei sequestratori - il 24enne - e una delle vittime, che avrebbe fatto capire - a gesti - che l'uomo era armato. Addosso, infatti, i carabinieri gli hanno trovato la pistola e sedici proiettili, mentre a casa sua sono stati sequestrati cinque chili di hashish, uno di marijuana e altri colpi per l'arma.

Nelle abitazioni degli altri due arrestati - fermati anche loro a pochi metri dal luogo del sequestro - i militari erano riusciti a mettere le mani su qualche dose di droga e su diecimila euro in contanti: soldi che i tre, con ogni probabilità, avrebbero guadagnato spacciando.

L'ipotesi degli investigatori era che il sequestro sarebbe andato avanti e che i tre ventenni fossero pronti a caricare i ragazzini in un furgone per spostarli in un altro posto più "sicuro".

Gli stessi investigatori erano poi riusciti anche a ritrovare i 180 grammi di droga "spariti". La marijuana era stata scoperta a casa di un 19enne - amico dei tre sequestrati - che era stato a sua volta arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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