Distributore nel parco, parte l'esposto: lavori irregolari

"Termini scaduti, e inizio dei lavori fittizio". A parlare è Alfredo Viganò, architetto e consigliere comunale che in questi minuti è in Procura per presentare un esposto al sindaco

Un momento della manifestazione a Santa Maria delle Selve del 27 aprile

Non è regolare. Nè la data d'inizio dei lavori, nè tantomeno il modo in cui sono cominciati. Questo in sintesi il pensiero dei componenti della lista civica  Città Persone, che in questi minuti sono in Procura  per presentare un esposto contro la realizzazione dell'ormai famoso distributore di idrogeno all'ingresso di Santa Maria delle Selve. Marco Mariani si era detto ignaro di tutto. Anche l'assessore Paolo Gargantini avrebbe ricevuto la comunicazione di inizio lavori solo il 27 aprile, il giorno successivo quindi all'ingresso delle ruspe.

Partiamo dall'inizio: i lavori sono cominciati in tutta fretta il 26 aprile, a un anno dalla data dell'autorizzazione, termine ultimo previsto dalla legge vigente. "Ma considerando che il 2012 è un anno bisestile, il permesso di fatto è da considerarsi decaduto" - osserva Alfredo Viganò, architetto e consigliere comunale. Che prosegue: "Tutti hanno dato per scontato che si trattasse di un regolare inizio dei lavori, ma non  è così. Nel corso di un sopralluogo esterno effettuato da me e da Michele Faglia (ex sindaco, e anche lui architetto, ndr) ci siamo resi conto che  non c'è più traccia dei macchinari comparsi nei giorni scorsi". Quello che è stato fatto dalle ruspe, secondo Viganò. "è solo uno scavo di pochi metri di lunghezza, profondo qualche decina di centimetri e largo 70/80 cm", insufficiente per parlare di  un vero inizio dei lavori.  Un modo per rientrare nei termini, conservando l'autorizzazione, e la possibilità di uno stanziamento.

"Ma la Cassazione si è espressa molto chiaramente in merito" prosegue Viganò dopo essersi consultato con un legale. I supremi giudici affermano che "va salvaguardata l'esigenza di evitare che il termine prescritto possa essere eluso con ricorso a interventi fittizi e simbolici". Il riferimento  è all'articolo 15 del Dpr 380 del 6 giugno 2001, che afferma inoltre come trascorso un anno dalla data del permesso, quest'ultimo sia automaticamente da considerarsi decaduto. Da qui l'esposto. Secondo i componenti della lista ci sarebbe anche un altro problema. "Il progetto è stato firmato da un geometra, mentre per costruire su un 'area sottoposta a tutele come quella del Parco è necessaria la firma di un architetto che sia in possesso di particolari requisiti di esperienza" fa notare Cristina Sello.

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