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Un assegno da 150mila euro per i medici della facoltà di Monza

L'associazione Cancro Primo Aiuto ha donato un assegno da 150mila euro a favore della facoltà monzese di Medicina e Chirurgia dell'università Milano-Bicocca. Il fondo verrà utilizzato per permettere a un giovane medico di specializzarsi in pneumologia

Vittoria Rossi 24 maggio 2012

MONZA -  Un assegno da 150 mila euro, questo il regalo che l’associazione Cancro Primo Aiuto ha voluto fare alla Facoltà di Medicina di Monza. Il fondo, ora a disposizione dell’università Milano-Bicocca, permetterà a un giovane medico di seguire i cinque anni della scuola di specializzazione in Pneumologia.

A riceverlo dalle mani di Massimo Manelli, presidente vicario della onlus monzese  e Flavio Ferrari,  amministratore delegato, sono stati il preside della Facoltà, il professor Andrea Stella, e il primario del reparto di Pneumologia, il professor Alberto Pesci. Ma questo non è certo il primo intervento che l’associazione compie a favore dell'ateneo. Nel 2001 infatti, in ricordo del senatore Walter Fontana di cui quest’anno ricorre il ventennale della morte, è stata realizzata e a lui intitolata un’aula informatizzata. La prima del genere in Italia.

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“È il segno della vitalità della nostra associazione che guarda al futuro – ha commentato Manelli – e la prova di come siamo portatori di una concreta sussidiarietà. In questo caso, in particolare, sul territorio monzese”. L'intervento di Cancro Primo Aiuto va infatti a coprire a una carenza pubblica. “Da tempo siamo in una condizione di ristrettezza – ha ricordato il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia – Al punto che tra qualche anno non saremo in grado di sostituire i medici specializzati che andranno in pensione. Ben vengano, quindi, gli interventi come quelli di Cancro Primo Aiuto, da sempre attenti alle esigenze del nostro ateneo”. Non sono poi mancati i ringraziamenti del primario del reparto di Pneumologia. “Con il vostro aiuto riusciremo ad aggiungere un posto ai 3 previsti della scuola di specializzazione in Pneumologia – ha spiegato il professor Pesci – Per noi è davvero importante anche perché, purtroppo, le malattie dell'apparato respiratorio tra pochi anni saranno la terza causa di morte. E chi usufruirà di questo contributo lavorerà in particolare sulle malattie oncologiche. Non possiamo che ringraziarvi di cuore”.

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