Quando la rete diventa cattiva: cyberbullismo e stalking online

Il progetto per spiegare ai ragazzi come difendersi sulla rete. Il prefetto Saccone: «Spesso chi è vittima non denuncia perchè si sente in colpa»

Un docente con alcuni dei ragazzi coinvolti nel progetto



Negli anni di Internet la privacy è una chimera?  Basta un po' di buonsenso per difendersi dalle principali minacce online. Le regole d'oro  le spiegherà ai giovani monzesi la Polizia Postale, nell'ambito di un progetto coordinato dall'associazione Vittime del Dovere di via Correggio. L'associazione guidata da Emanuela Piantadosi ha promosso la serie di incontri con gli studenti degli istituti superiori Mapelli  e Zucchi: obiettivo esplicito, far conoscere ai ragazzi i valori per cui hanno gli uomini delle forze dell'ordine rischiano la vita e dissipare i dubbi riguardo a  una tematica di stretta attualità come quella del bullismo online e del cosiddetto cyberstalking. Si comincia il 10 febbraio al Mapelli, per poi proseguire allo Zucchi il 27. «Spesso i miei coetanei si vergognano di ammettere di essere vittima di episodi del genere - svela, in maniera peraltro non sorprendente, Sofia, ultimo anno di superiori al Mapelli - Gli episodi di bullismo probabilmente riguardano ragazzi di una fascia d'età immediatamente precedente a quella delle superiori. Ma lo stalking è un problema soprattutto delle ragazze. A volte le mie coetanee cercano attenzione, e nel farlo danno confidenza alle persone sbagliate: da qui possono nascere problemi di cui purtroppo anche io sono venuta a conoscenza tramite amici» afferma la giovane studentessa.

Ma di cosa si tratta? «Cyberbullismo», ovvero bullismo online, è il termine che indica un insieme di azioni di prepotenza, molestia, minaccia o ingiuria reiterate nel tempo ed effettuate tramite mezzi elettronici o nei cosiddetti «spazi virtuali»: chatroom e Facebook. Un problema che sta prendendo sempre più piede tra i giovani. Il «cyberstalking», invece,  è la variante tecnologica del reato recentemente entrato nell'ordinamento e che si riferisce a comportamenti persecutori tenuti da un individuo nei confronti di un altro, spesso l'ex partner, tali da generare paura e ansia

Un corretto approccio educativo molti casi può rivelarsi fondamentale: «E' importante ricordarsi che la vittima di questi  reati  spesso si sente colpevole, credendo che la persecuzione abbia avuto origine in un suo comportamento sbagliato. Ma non è così» spiega  il prefetto di Monza Renato SacconeA volte però non si sa a chi chiedere aiuto. «Per questo vorremmo creare un rapporto con i giovani - afferma  il vicequestore Francesco Scalise - per offrire punti di riferimento e  far percepire la presenza della Polizia Postale. E' il solito problema -  continua il poliziotto, i ragazzi tra di loro parlano, si confidano: ma ci sono informazioni che fuori dal gruppo non riescono ad arrivare, perché chi parla viene marchiato come 'infame'».
«I social network sono nati per condividere dati personali - precisa Fabiola Trefiletti, vicequestore aggiunto della Polizia Postale - ma non sempre è possibile controllare l'uso che ne viene fatto. E' importante sapere che siamo in grado di intervenire anche per i reati  commessi via Facebook,  società i cui server si trovano al di fuori del territorio nazionale».


 

LE INIZIATIVE DELLE SCUOLE MONZESI

Per creare un circolo virtuoso di comunicazione coi ragazzi l'istituto Mapelli ha creato un sito con tanto di pagine Facebook e forum: come spiegato dal preside Antonio D'Alterio, tutti gli studenti sono registrati e possono comunicare tra loro protetti da una password che vieta gli accessi agli estranei. Disponibile inoltre una piattaforma di e-learning.

Al classico Zucchi hanno invece scelto un nome greco per il progetto di educazione alla cittadinanza: si chiama Demopolis - laboratorio multimediale di democrazia, ed è giunto al nono anno. A guidarlo il docente di storia e filosofia  Ivan Castellani assieme al collega Carmelo Valentini.  Il 10 febbraio, in occasione della Giornata del ricordo», gli alunni del liceo monzese si collegheranno in videoconferenza con quelli del liceo Dehon, dell'istituto Maddalena di Canossa e del liceo di Meda. Nell'ambito del progetto, previsti anche un incontro di orientamento su tematiche economico-finanziarie di attualità e un concorso per la realizzazione di un ipertesto multimediale.


I DATI
I numeri diffusi della Polizia di Stato  tracciano il profilo di una  situazione in evoluzione. Tra il 2009 e il 2010 gli arresti per reati di pedopornografia online sono aumentati, passando da 53 a 63, per poi ridursi nel 2011 a quota 49. Nello stesso periodo gli indagati sono passati dai 1.186 del 2009 ai 582 del 2010, per poi risalire fino a quota 777.  In aumento vertiginoso invece gli arresti per illeciti nel commercio elettronico: nel solo 2011 le persone arrestate per truffe onlinesono state 92 ( el 2010 erano 43, mentre nel 2009 solo 2); altissima la cifra degli indagati, che nello scorso anno è arrivato alla cifra di 4.286, quasi il doppio dell'anno precedente (2.721).  Più blandi i numeri dello stalking: i primi due arresti risalgono del 2011, mentre i soggetti indagati sono passati dai 29 del 2010 ai 32 dello scorso anno. A questo riguardo è necessario però precisare che il reato di stalking è stato introdotto nel nostro ordinamento solo nel 2009.
 

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