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Festa in piazza Trento: bilancio "sociale" ok per il Gran Premio 2012

Una bella esperienza di restyling urbanistico, da ripetere senza se e senza ma. Una festa nella festa che arriva dopo le polemiche - sacrosante - sui biglietti gratis e le proteste degli ambulanti. Perchè non farci suonare i giovani l'anno prossimo?

Antonio Piemontese 10 settembre 2012

MONZA Finito il tempo delle polemiche, è rimasto lo sport, con una grande festa svolta senza intoppi. Bilancio positivo per l'edizione 2012 del Gran Premio di Formula Uno, la novantesima della corsa  automobilistica più amata dagli appassionati della velocità. Circa 140.000 presenze, in linea con lo scorso anno e una spesa di 57.000 euro, a cui si sono aggiunti circa 60.000 euro derivati dalle sponsorizzazioni.  Dopo le critiche ad ACI per i biglietti gratis ai politici, critiche a cui l'ente non ha saputo rispondere in maniera convincente,  e dopo la protesta dei "paninari" che parlano di un'asta irregolare per l'assegnazione dell'appalto della ristorazione (è stato presentato un esposto in Procura della Repubblica), la tre giorni brianzola si è svolta senza problemi.

RESTYLING - E' stato un gran premio "povero", nel segno dei tempi. Ma in questo come in altri casi, "povero" non significa necessariamente "brutto". Rinunciare allo sfarzo e alla pacchianeria non è un male. E' stato  per esempio un successo il restyling (temporaneo) di  piazza Trento e Trieste. L'erba ha donato un nuovo aspetto all'insieme, spingendo molti a chiedersi se l'innovazione potesse essere mantenuta. Il concetto di sobrietà è stato testimoniato dall'utilizzo di banali e comunissimi bancali, che con un tocco d'erba artificiale si sono trasformati in piacevoli panchine. Il merito del restyling è dell' Associazione Terralab 3.0, ma anche di chi ha voluto tagliare sui costi, dimezzati rispetto all'anno scorso, e investire su un'idea innovativa.

LA GENTE E GLI EVENTI- Qualche parola in più merita proprio la piazza centrale di Monza, quella che per anni ha scatenato dibattiti e mai sopite prese di posizione. Chi ha presente i rendering degli studi di architettura? Quelli con i bambini che passeggiano per mano ai genitori, magari giocando a palla, mentre gli adulti mangiano un gelato? Bene, per tre giorni si è visto qualcosa di simile. Tanto insolito, a Monza, da stropicciarsi gli occhi.
Molti di quelli che hanno affollato il centro erano cittadini stranieri con le loro famiglie, senza soldi forse ma contenti di avere un posto dove andare almeno qualche giorno all'anno. E questo, per l'integrazione conta molto più di tanti progetti. Chi aveva denaro da spendere, del resto, ha potuto frequentare gli abituali locali.

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C'è proprio bisogno di megapalchi con artisti "di grido" che prendono compensi a tanti zeri per pochi minuti di presenza? Oppure meglio dare spazio ai giovani, magari anche alle band del territorio, brave e in cerca di visibilità, che sarebbero ben felici di esibirsi in un contesto del genere, creando angoli dove ascoltare musica sparsi per il centro?  Esperienza del genere sono già state fatte, con buon successo: dall'Arcore Street Festival al Galà di Giocoleria a Imbersago, non sono più così rari i tentativi di cambiare volto alla città per qualche giorno.
La verità, come ben sa chi le organizza, è che le feste le fanno le persone, non gli "eventi": basta fornire una cornice, e sfruttare la voglia di stare insieme e sentirsi meno solo  di chi durante l'anno si trova a confrontarsi con problemi economici che sembrano senza fine. Forse compito delle amministrazioni dovrebbe essere proprio questo, ridare voce -  anche in questo modo -  a chi non si vede e risulta solo nelle statistiche.

LE POLEMICHE - Il fatto che il GP sia stato preceduto da tante polemiche (relative ad aspetti che con l'amministrazione nulla hanno a che vedere) d'altra parte dà conto della libertà di cui per fortuna gode la stampa. Si sa che il dovere dei mezzi di informazione è andare a scavare, che questo piaccia o meno. Se poi quello che si scopre sono gemme e non torbidume, probabilmente anche l'odiatissima categoria dei giornalisti sarà contenta. O almeno, qualcuno di loro. Tranne i menagramo di professione...

Roberto Scanagatti
Centro Storico
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