La Rete chiede una targa per Lea Garofalo, torturata e sciolta nell'acido a Monza

L'iniziativa del sito milanese Daw Blog, che propone di ricordare la donna torturata e uccisa dalla 'ndrangheta in occasione della festa di domani. Per non dimenticare

Dall'altro ieri campeggia sul sito "Daw Blog", molto conosciuto anche in ambito nazionale,  un banner trasversale per ricordare Lea Garofalo, donna torturata e sciolta nell'acido  dalla 'ndrangheta a Monza. Lea fu caricata su un furgone noleggiato da un uomo di etnia cinese  in via Paolo Sarpi, torturata per scoprire che cosa avesse raccontato, e uccisa con un colpo di pistola. Anche il terreno era già stato preparato. 

Ma sul luogo dove è stato commesso il delitto non c'è nemmeno una targa, accusa il sito milanese. Eppure si tratta di un episodio significativo, perchè la Garofalo nel 2002 aveva deciso di testimoniare sulla faida tra la famiglia di Carlo Cosco, suo ex convivente, e un'altra rivale, e per questo fu uccisa. I responsabili del sito hanno deciso di portare avanti una campagna per chiedere all'Amministrazione di Monza di ricordare la donna. Il Comune di Monza oggi ha risposto ufficialmennte con una nota dell'assessore alle Pari Opportunità Martina Sassoli. Ma è passato più di un anno da quando la storia è venuta alla luce.

Nei giorni scorsi la notizia che il pm non ha richiesto le aggravanti per mafia, "derubricando" l'omicidio a un mero delitto passionale.

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