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Santiago in Rosa 2012: dieci donne per vincere il cancro

L'associazione monzese organizza una camminata di 600 km in 8 giorni sul percorso che da Santiago de Compostela porta a Fatima. Il ricavato al Niguarda e agli Ospedali Riuniti di Bg

Redazione 6 giugno 2012

MONZA -  Un percorso da oltre 600 km in otto giorni, dal 25 al 29 settembre. Dieci atlete, dieci donne con la voglia di provare a sfidare i propri limiti, e di fare qualcosa per la ricerca. E' Santiago in Rosa, la manifestazione promossa dall'associazione Cancro Primo Aiuto giunta alla seconda edizione. Il tracciato coprirà la distanza del classico cammino che separa il Santuario di  Santiago de Compostela, in Spagna,   dal Santuario di Fatima, in Portogallo.
Sei runners alterneranno corsa e camminata in modalità "non stop" in relazione alla difficoltà del fondo e alla situazione notte/giorno; quattro bikers assicureranno loro assistenza. Le componenti della squadra si alterneranno per percorrere circa 120 km al giorno, correndo da sole, e circa 25-30 km di notte, camminando o correndo in coppia.  Lo scopo è lo stesso dell'anno scorso: raccogliere fondi per finanziare i progetti di ricerca dell'Azienda ospedaliera "Niguarda" di Milano (carcinoma dell'endometrio) e degli Ospedali Riuniti di Bergamo (carcinoma ovarico).

IL SITO DI SANTIAGO IN ROSA 2012

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IL PROGETTO SCIENTIFICO - Lo scopo principale  è fornire alle strutture sanitarie, ai medici di base convenzionati e alle stesse donne, un’équipe di specialisti dedicata alla diagnosi precoce, alla terapia e all’assistenza di pazienti affette da tumore maligno del corpo uterino (endometrio) e dell'ovaio.
In particolare, per quel che riguarda l'Ospedale Niguarda di Milano, il progetto scientifico di Santiago in Rosa andrà a potenziare alcuni aspetti della diagnosi precoce attraverso tecniche non invasive in grado anche di cogliere come la malattia si sta diffondendo “Questa forma tumorale non può prevedere la prevenzione – ha spiegato Dario Meroni, direttore di Ostetricia e Ginecologia del Niguarda – ma la diagnosi precoce e la messa in atto immediata della specifica terapia consente di portare oltre i cinque anni di vita il 90% dei casi accertati”. Con l'aiuto di Santiago in rosa si potrà, quindi, rilevare un numero maggiore di casi di neoplasia endometriale e attuare tutte le procedure terapeutiche necessarie alla cura della malattia secondo i criteri scientifici e di qualità internazionali.
Santiago in rosa andrà a finanziare anche un secondo progetto, realizzato in collaborazione con l’A.O. Ospedali Riuniti Bergamo riguardante il carcinoma ovarico, che prevede l'utilizzo di nuove tecniche di intervento: attraverso un approccio multidisciplinare integrato si continuerà nell'analisi sulla validità dell'applicazione di alcuni chemioterapici che si sono dimostrati promettenti nel ridurre il rischio di ricaduta, estendendo la guarigione nel tempo. “Lo studio pilota si è concluso – ha detto Luca Ansaloni,  primario di Chirurgia 1 degli Ospedali Riuniti di Bergamo – Ora partiremo con lo studio randomizzato, che durerà circa due anni, per capire se la terapia applicata funziona”. Si punta inoltre a realizzare una corsia preferenziale che consenta alle donne malate di prenotare visite ed esami più rapidamente.

COME CONTRIBUIRE - Oltre agli sponsor tradizionali, tra cui la brianzolissima Atala che fornirà le biciclette, la campagna di raccolta fondi prevede la possibilità di sostenere il progetto scientifico attraverso l'acquisto simbolico di chilometri percorsi dalla atlete. Un chilometro ha il costo di un euro. Il conto corrente postale è il 32176273, ma ci sono tante modalità per donare. Per tutte le informazioni, il numero da chiamare è lo 039 - 49 89 041 .  E' anche possibile scrivere una mail all'indirizzo info@cpaonlus.org

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