Monza, sentenza contro tagli a scuola: "Ore sostegno sono un diritto"

Il giudice Anna Pansero del Tribunale di Monza si è espressa con una sentenza rivoluzionaria contro i tagli alle ore di sostegno dei ragazzi disabili. Attraverso questa decisione verranno ripristinate le lezioni assistite. Sarà l'istituto scolastico però a decidere in che misura intervenire.

MONZA - Non tutte le storie hanno una brutta fine. Perlomeno questo lo devono aver pensato i genitori di alcuni ragazzi disabili quando hanno ascoltato la sentenza pronunciata dal giudice Anna Pansero del tribunale di Monza. La causa, che le nove famiglie assistite dagli avvocati Alberto Guarisio e Livio Neri avevano deciso di portare avanti in conseguenza ai tagli delle ore di sostegno, contro il ministero dell’istruzione, università e ricerca, l’ufficio scolastico regionale e l’ufficio scolastico di Monza e Brianza, nonché contro alcuni istituti scolastici di Milano, si è infatti conclusa a loro favore.

“Le ore di sostegno sono un diritto e d’ora in poi il ministero dell’Istruzione dovrà adeguarsi alle esigenze dei ragazzi disabili, senza opporre vincoli di bilancio”. Con queste parole il giudice del tribunale di Monza,  ha preso le parti di tutti quei ragazzini che necessitano di ore di supporto durante la giornata scolastica. Una decisione senza precedenti. Si, proprio perché questo si rivela il primo caso in cui un tribunale ordina direttamente al ministero di ripristinare un servizio di assistenza. Con questa conclusione si ritorna dunque a garantire le lezioni di cui gli alunni portatori di handicap hanno bisogno. Sarà però compito di ciascun istituto valutare, caso per caso, in base al grado di disabilità come comportarsi. A beneficiare di tale sentenza saranno, per primi, i nove piccoli protagonisti della causa. Tra loro, una  ragazzina iscritta al terzo anno alla scuola dell’infanzia “Carlo Marx” e portatrice di handicap a causa di disturbi dell’eloquio e del linguaggio e di un problema psicomotorio, ritornerà infatti a poter svolgere le sue attività con professori preparati e in grado di comprendere ogni sua esigenza.

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Ma a tirare un sospiro di sollievo anche i genitori degli altri studenti, che frequentano l'istituto Marzabotto e la scuola Martiri della Libertà. Tutti studenti diligenti, tutti studenti portatori di handicap, tutti studenti messi in difficoltà dal progetto di tagliare le ore a disposizione dei professori di sostegno in previsione di un contenimento dei costi. Dopo questa sentenza il loro futuro potrà essere sicuramente più roseo, e con il loro anche quello dei genitori, in difficoltà senza un appoggio scolastico sul quale contare. 

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