Monza, inchieste Autodromo: rischiano Ferrari e Beghella Bartoli

Non c'è pace per il circuito brianzolo che torna al centro delle cronache con regolarità impressionante. Ad aprile il distributore di idrogeno, a maggio i biglietti venduti sottobanco, a giugno la sicurezza della pista

Il direttore generala dell'Autodromo Enrico Ferrari (foto AP)

MONZA - Autodromo, rischiano il direttore tecnico Giorgio Beghella Bartoli ed  il direttore generale Enrico Ferrari. Due lettere di Sias hanno portato cattive notizie ai vertici del circuito.  Beghella sarebbe stato sospeso con decorso immediato, mentre  a Ferrari sono state chieste spiegazioni circa il proprio operato: nel caso non fossero ritenute soddisfacenti,  l'inchiesta potrebbe addirittura costargli il posto. L'inchiesta è nata da un esposto del presidente di Sias Paolo Guaitamacchi. 

LE INCHIESTE - Due i filoni aperti sul circuito monzese: il primo riguarda la sicurezza dell'impianto, problematica tornata di attualità dopo la gare del mondiale Superbike di maggio e per cui nei giorni scorsi è stato sentito anche Max Biaggi in qualità di rappresentante dei piloti. L'altro filone riguarda una serie di reati fiscali che vanno dalla vendita di biglietti sottobanco alle selezione irregolare dei fornitori. Non c'è pace per il parco di Monza: ad aprile molte polemiche aveva suscitato l'inizio dei lavori per la costruzione di un distributore di idrogeno all'ingresso di Santa Maria delle Selve.

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