Frecciarossa deragliato: Giuseppe e Mario, i due ferrovieri morti sul treno partito da Milano

Giuseppe Cicciù macchinista, Mario Di Cuonzo addetto Fs. Entrambi erano nella motrice

Il treno del disastro e Cicciù

Entrambi macchinisti, entrambi innamorati del proprio lavoro. Sono Giuseppe Cicciù, 52enne di Reggio Calabria, e Mario Di Cuonzo, 59enne, i due morti del Frecciarossa deragliato giovedì mattina tra Livraga e Ospedaletto lodigiano

Il convoglio era partito alle 5.10 dalla stazione di Milano Centrale ed è uscito dai binari alle 5.35. Secondo quanto appreso, la motrice si sarebbe staccata dal resto del treno, avrebbe urtato un carrello merci presente su un binario parallelo, avrebbe percorso altri 300 o 400 metri e si è schiantata contro un casotto Trenitalia. La carrozza 1 invece si è ribaltata. 

Video: i pompieri a bordo del treno del disastro

Il macchinista sindacalista 

Le due vittime erano proprio a bordo della motrice. Sul profilo Facebook di Cicciù, residente a Cologno Monzese, che era sposato e da poco aveva avuto una figlia, si rincorrono foto e video dei treni Frecciarossa e "risalta" un post di 4 mesi fa in cui scriveva: "La prevenzione è da sempre l'arma migliore". 

Per anni, infatti, aveva fatto parte della Fit Cisl, lottando spesso per la sicurezza sul lavoro e per i ritmi e i carichi di lavoro. "Con estrema tristezza ho saputo che, Giuseppe, uno dei macchinisti scomparsi nell'incidente ferroviario era un cittadino colognese noto per la sua umanità, la sua bontà e il suo attivismo", il commento del sindaco di Cologno Monzese, Angelo Rocchi. "La mia vicinanza, una preghiera e il supporto di tutta la Città, alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo".

Il macchinista di Pioltello

Di Cuonzo era invece iscritto alla Fit Cgil ed era tra i massimi esperti in Italia in tema di Frecciarossa, essendo stato tra i primi macchinisti dei treni ad alta velocità. Il 59enne, sposato e padre, viveva a Pioltello, che - come in un sinistro gioco del destino - due anni fa era stata teatro di un'altra tragedia ferroviaria.

"Apprendo in questi minuti che uno dei due macchinisti morti durante l’incidente è un nostro concittadino - ha spiegato il sindaco, Ivonne Cosciotti -. Ancora una volta la nostra città è ferita gravemente per fatti che superano ogni possibile giustificazione. Di Cuonzo Mario ci lascia. Sono vicina alla moglie e al figlio con un abbraccio che sono certa vale per ognuno di voi. Proclamo il lutto cittadino - ha annunciato -. Bandiere a mezz’asta".

Due morti e 31 feriti

Sul treno c'erano 28 passeggeri e cinque membri dell'equipaggio. Pesantissimo il bilancio. Oltre i due ferrovieri morti, altre 31 persone sono rimaste ferite. 

Quattro sono ricoverate in codice giallo - tra Lodi, Cremona e Pavia - e 27 in codice verde, tra gli ospedali di Lodi, Melegnano, Crema, Piacenza, Codogno, Rozzano e Castel San Giovanni. Le condizioni più gravi sono quelle di uno steward che era a bordo del treno e che si è rotto il femore.  

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