Omicidio Bernareggio, "Non sposate extraUe". L'assessore: "Mi dimetto"

"Non sposate gli extracomunitari". Lo ha detto Andrea Tornaghi, esponente leghista. "Troppe differenze culturali". La replica del collega di giunta Spada: "Parole offensive, non resto in giunta con chi fa affermazioni del genere"

BERNAREGGIO - "Faccio appello all'intelligenza delle donne italiane: basta avviare relazioni di questo tipo con extracomunitari". Così StefanoTornaghi, vicesindaco leghista di Bernareggio, in una dichiarazione riportata dal Corriere della Sera di lunedì. Parole riferite all'omicidio di Antonia Stanghellini,  l'operaia massacrata a coltellate dall'ex compagno con cui aveva due figli. Una relazione che andava avanti dal 1995, quando i due si conobbero in una fabbrica di Cavenago. La stessa dove Antonia ancora lavorava. Un menage sereno: ma  col tempo l'amore aveva lasciato il posto a un sentimento più tormentato, punteggiato da continui litigi e  costellato da flebili rappacificazioni.

OMICIDIO A BERNAREGGIO, CONFESSA L'EX CONVIVENTE

LE DENUNCE - Il legame  tra i due non si era mai completamente dissolto, tanto che Mustapha aveva le chiavi di casa della donna e passava frequentemente nell'appartamento. Da parte della donna c'erano state tre denunce, tutte ritirate, nei confronti dell'ex convivente. Non si erano mai sposati, ma assieme avevano due figli, oggi adolescenti.

«TROPPE DIFFERENZE DI CULTURA» - "Posso capire una relazione temporanea, - ha scandito Tornaghi  -  ma con relazioni così lunghe si sa che prima o poi andrà a finire così".  E fatta la tara alla tipicità di un certo linguaggio leghista e agli eccessi di una campagna elettorale imminente  - le affermazioni tagliate con l'accetta sono risuonate in tutta la loro inopportunità.   "Troppe differenze di cultura, di religioni, di abitudini - continua il lumbard -  Già è difficile andare d'accordo tra noi, figuriamoci in situazioni con differenze così grandi".  A titolo di precisazione, il quotidiano milanese riporta come  le dichiarazioni siano  frutto di un "commento politico generale, che mi  vede contrario anche alla cittadinanza onoraria ai bambini figli di extracomunitari".  

LE REAZIONI - Parole, quelle di Tornaghi, che hanno provocato la reazione netta  del segretario provinciale della Lega Nord Dionigi Canobbio, ancora una volta costretto a gettare acqua sul fuoco dopo il caso di Donatella Galli che aveva insultato i meridionali su Facebook, e di Patrizio Ferrabue, che si diceva dispiaciuto che nell'incendio di San Damiano non fossero bruciati dei cinesi.  "Si commentano da sole, il razzismo è una questione personale che non appartiene al  partito" - ha affermato Canobbio con comprensibile imbarazzo. Entrambi, però, sono ancora al proprio posto, rispettivamente  di consigliera provinciale e segretario cittadino. 

"Il male non ha bandiera, non ha colore, non ha razza nè religione - chiosa  don Luca Raimondi, parroco di Bernareggio - e questo è un caso di "male" a prescindere dalle connotazioni". Il sacerdote condanna senza appello "l'uso strumentale di una vicenda di cronaca in cui ci sono persone che soffrono".

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«CONCETTI OFFENSIVI»  Le  parole di Tornaghi, però, scuotono anche la giunta comunale del paese. E' toccato ad Andrea Spada, assessore ai Servizi Sociali,  prendere posizione dopo che  - in un primo momento -  erano circolate voci riguardo al fatto che la famiglia fosse seguita dal suo ufficio. Spada, in forza al Pdl, ha minacciato di dimettersi nel caso non arrivino le scuse dell'esponente lumbard. "I concetti espressi dal vicesindaco sono gravemente offensivi della memoria della vittima - ha affermato in una nota diffusa nel pomeriggio di lunedì  - della dignità delle donne e delle differenti culture che vivono  e si sono integrate in paese. Sicuramente posso garantire che  non intenderò proseguire la mia disponibilità di servizio istituzionale in compagnia di una persona che esprime tali concetti". Parole forti, che aprono uno squarcio. Al telefono, l'assessore rincara la dose: "Da tutto il giorno siamo assediati da giornali e televisioni che ci chiedono conto di queste affermazioni. Noi cerchiamo di spiegare la nostra posizione, ma non tocca a me prendere provvedimenti. Certo, se fossi il sindaco - conclude l'azzurro - saprei benissimo cosa fare".

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