Uccide lo spacciatore per non pagare la droga: arrestato il presunto killer della Valassina

L'uomo, Ivan A., avrebbe acquistato delle dosi di droga dal pusher senza pagarle e lo avrebbe accoltellato a morte per evitare ritorsioni. A dare una svolta alle indagini la testimonianza della compagna

Immagine di repertorio

E' uscito di casa con un coltello da cucina ed è andato a Briosco, lungo la Valassina, nell'area boschiva che circonda la statale per incontrare il suo spacciatore, rifornirsi di droga e poi ucciderlo.

Questo l'intento con cui la mattina dello scorso 26 gennaio Ivan A., 40 anni, residente a Lurago d'Erba sarebbe uscito di casa all'alba. Dopo meno di un mese di indagini, nella mattinata del 24 febbraio i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cantù, della Stazione CC di Lurago d’Erba e i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Milano, coordinati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Monza, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo per omicidio dell'uomo, italiano, residente nel comasco.

Che quanto accaduto lungo lo svincolo di Briosco della Valassina avesse a che fare con lo spaccio di droga gli inquirenti lo avevano ipotizzato fin da subito e addosso al marocchino colpito all'addome da una coltellata erano stati trovati mille euro in contanti e cocaina. Ghazal Azeddine, questo il nome della vittima, 28 anni, era stato soccorso in condizioni disperate in strada dove era stato trovato riverso a terra in un lago di sangue.

Nonostante gli immediati soccorsi, il 28enne era deceduto poco dopo all'ospedale San Gerardo di Monza per le lesioni riportate. Le indagini si erano così concentrate fin da subito nell'ambiente legato spaccio di sostanze stupefacenti e la svolta è arrivata grazie ad alcune testimonianze chiave. A fornire preziosi elementi agli inquirenti è stata la compagna del 46enne arrestato alla quale l'uomo aveva fatto diverse confidenze e tra queste anche la sua intenzione di “uccidere tutti i marocchini”. Parole pesanti che, alla luce di quanto accaduto, la donna non si è più sentita di nascondere e ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri.

In casa del comasco accusato di omicidio è stata rinvenuta anche l'arma del delitto, un coltello da cucina con cui il 40enne sarebbe uscito quella mattina di casa con l'intenzione di uccidere lo spacciatore. Un testimone infatti ha confermato che l'uomo, al rientro nella sua abitazione, avrebbe lasciato l'arma nel lavandino della cucina. Il delitto, commesso nelle intenzioni del 40enne per non subire ritorsioni in seguito a un debito di droga, ha condotto l'uomo dritto in carcere a Como.

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