CGIL: a proposito della situazione dell'ospedale di Giussano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

GIUSSANO - Si parla molto, da anni, di una possibile riorganizzazione dell’ospedale di Giussano. Dopo tanto tempo si rischia seriamente che l’ospedale entri nelle liste delle strutture che potrebbero chiudere.

Leggiamo sulla stampa, ancora in questi giorni, di un progetto per la trasformazione di Giussano in un polo ortopedico di cui si parla con alterne vicende da quasi due decenni. Eppure nessuno di noi ha visto quel progetto e soprattutto ci risulta che non sia mai diventato minimamente operativo, tantomeno abbia ricevuto qualsivoglia copertura finanziaria.

Anche recentemente, a fronte di una proposta diversa da parte della Direzione dell’Azienda Ospedaliera (il materno-infantile a Giussano), non risulta che alcun dirigente pubblico abbia saputo o voluto presentare alternative percorribili e accreditabili.

La situazione del servizio sanitario desta una grande preoccupazione tra la cittadinanza e tra i lavoratori, aggravata anche dai tagli che la Regione Lombardia ed il governo nazionale continuano ad operare sulla sanità pubblica. Ci riferiamo alla cosiddetta ”spending review” che prevede tagli di risorse, senza una seria revisione della spesa per ridurre gli sprechi, che rischiano di avere conseguenze pesanti in termini di servizio offerto, sull’occupazione e sulle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori, anche della sanità.

La tutela delle fasce sociali più esposte e la stessa uscita dalla crisi non si possono realizzare senza un welfare adeguato.

Ugualmente allarmanti sono gli ulteriori tagli previsti dalla legge di stabilità. Ancora una volta si è persa l’occasione per avviare una seria riforma della pubblica amministrazione e per riconoscere ed estendere comportamenti virtuosi che producano risparmi strutturali.

Per questi motivi, a fronte alla proposta di riorganizzazione del presidio di Carate/Giussano, da parte della Direzione dell’Azienda Ospedaliera Desio Vimercate, le rappresentanze sindacali aziendali e territoriali si sono dichiarate disponibili a discutere e a dare un contributo alla definizione del progetto, riservandosi di valutare le proposte e ogni aspetto dello stesso progetto, anche in fase di realizzazione.

La posizione sindacale è chiara da tempo. Mantenere le stato di cose attuale significa lavorare per la chiusura di Giussano. Il presidio deve, invece, diventare una struttura ospedaliera specializzata con il mantenimento di alcuni servizi ambulatoriali e diagnostici che garantiscano anche un presidio sanitario pubblico sul territorio, al servizio di tutti i cittadini.

Questo obiettivo non è contrapposto al rafforzamento delle prestazioni offerte dall’ospedale di Carate o di quello di Seregno. Anzi, riteniamo che una adeguata presenza del servizio sanitario pubblico sul territorio sia assicurata dalla presenza qualificata ed efficiente di tutte queste strutture e chiediamo che la riorganizzazione sia occasione per un potenziamento dei servizi complessivamente erogati e per offrire migliori condizioni sanitarie e logistiche per l’utenza e i lavoratori.

Una riorganizzazione che si annuncia certamente complessa e profonda. Siamo consapevoli che da parte sindacale questa situazione richieda un impegno straordinario per garantire occupazione, professionalità, valorizzazione di esperienze.

Proprio per questo chiediamo chiarezza alla Direzione Ospedaliera riguardo al Piano Organizzativo Aziendale, riguardo al piano degli investimenti, ai tempi necessari e anche alla collocazione del personale che viene spostato più o meno provvisoriamente a fronte di necessità non sempre evidenti.

 

Decisivo è il ruolo della politica. In una situazione come quella attuale, nella quale rischiano di essere messe in discussione molte rendite di posizione consolidate, chiediamo che gli amministratori locali e le istituzioni, stiano sul merito delle questioni che si stanno affrontando, assumendo orientamenti e decisioni che aiutino a risolvere gli eventuali problemi, facendo prevalere unicamente l’interesse pubblico.

 

Da parte nostra intendiamo promuovere una ampia mobilitazione a sostegno delle posizioni e delle richieste sindacali, organizzando anche alcune iniziative pubbliche.

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