Presidio sotto la sede della Provincia e ultimo tentativo in extremis per scongiurare i tagli

Cittadini, residenti e studenti pronti a continuare la mobilitazione per opporsi alla soppressione delle due linee di autobus. Ponti: "Chiederò un'altra proroga tecnica dei contratti in vigore per scongiurare i tagli"

La protesta dei pendolari fuori dalla sede della Provincia di Monza e della Brianza (Foto postata su Facebook dal consigliere della Lega Nord Andrea Monti)

Studenti, genitori arrabbiati e residenti domenica mattina si sono dati appuntamento fuori dalla sede della provincia di Monza e Brianza, in via Grigna, per protestare contro l'annuncio della soppressione delle due linee di autobus Z225 e Z227, che dal 1 febbraio 2017 interromperanno il servizio lasciando a piedi circa 10mila utenti tra Monza, Muggiò, Lissone, Nova Milanese, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.

Mentre il presidio, munito di striscioni, slogan e voglia di farsi ascoltare, manifestava fuori dalla sede dell'ente, una delegazione di rappresentanti è stata ricevuta dal presidente Gigi Ponti e dal suo vice Roberto Invernizzi. Ai due rappresentanti della provincia brianzola sono state esposte le motivazioni della protesta, sottolineando "la perplessità delle scelte evidenziate e in particolar modo la razionalizzazione dichiarata nel Decreto del 29.12.2016, contestando i criteri con cui sono state fatte scelte e tagli".

Nonostante all'appello manchino 1,8 milioni di euro per garantire il servizio nel 2017 è lo stesso Presidente Gigi Ponti ad annunciare battaglia: “Chiederò un’altra proroga tecnica dei contratti in vigore per scongiurare i tagli già programmati dal prossimo 1 febbraio” ha fatto sapere lunedì mattina il Presidente della Provincia MB a poche ore dall’incontro con i rappresentanti dell’Agenzia del trasporto pubblico, programmato a Milano in mattinata.

“Chiederò ancora una volta a Città Metropolitana di partecipare alla spesa per scongiurare la soppressione dei bus, mentre inviterò l’Agenzia a temporeggiare almeno fino alla primavera: impiegheremo queste settimane per chiedere un intervento risolutivo a Regione Lombardia, sapendo che in mancanza di risorse la strada è già segnata”, ha aggiunto il Presidente Ponti.

L'Associazione Taccona intanto annuncia che darà battaglia e proseguirà la propria mobilitazione social e citttadina per risolvere la questione e garantire nuovamente il servizio di trasporto pubblico a quanti oggi rischiano di restare a piedi. Prosegue la raccolta firme organizzata capillarmente sul territorio che a Nova Milanese in pochi giorni ha già sfiorato le 1812 firme (online oltre 1500) e per martedì 10 gennaio alle 21 presso la sede dell'Associazione Taccona in via Sondrio 24 è in programma un incontro pubblico sul tema. 

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