Ragazza violentata in un appartamento in Brianza con la droga dello stupro: tre arresti

L'hanno portata in un locale di Milano e le hanno somministrato droga nel bicchiere. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di arrestare i responsabili

Il momento in cui alla giovane viene somministrata la droga

La serata trascorsa con un amico, altri due uomini sconosciuti a bordo dell'auto con cui nella notte tra il 13 e il 14 aprile ha raggiunto un locale milanese e poi solo ricordi confusi, annebbiati. E la sua voce, flebile che implorava: "Basta, Basta!".

E' stato proprio da questi piccoli flash che i carabinieri milanesi della compagnia di Porta Monforte, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e dal pm Gianluca Prisco, sono riusciti a ricostruire l'incubo vissuto da una ragazza di 21 anni (all'epoca dei fatti) e rintracciare i tre uomini che, mettendole la droga dello stupro nel bicchiere, hanno abusato ripetutamente di lei in un'abitazione in Brianza. In manette sono finiti tre uomini milanesi di 47, 28 e 21 anni, due dei quali con precedenti specifici alle spalle. 

Video: il momento in cui la ragazza viene drogata 

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Quella che sembrava una normale serata da trascorrere in compagnia per la ragazza si è presto trasformata in un incubo. Tutto è iniziato quando durante la cena al locale "Why Not Next" di via Crema, a Milano, la giovane viene drogata dal trio con del benzodiazepine. Glielo mettono di nascosto per tre volte nel bicchiere e le immagini registrate dalle videocamere del locale, acquisite dai militari, consentiranno di ricostruire l'accaduto. Quando la 21enne perde la memoria e la volontà, i tre la rinchiudono in un appartamento in Brianza, a Bellusco, e la violentano a turno e ripetutamente per tutta la notte.

Il mattino successivo la riaccompagnano a casa: in macchina solo poche parole e molte accuse. I tre aguzzini hanno cercato di far credere alla ragazza di aver assunto qualtità massicce di stupefacenti e di non ricordare nulla della serata. Una volta a casa però la ragazza si rende conto che qualcosa non torna e inizia ad accusare forti dolori. 

Dopo una visita alla clinica Mangiagalli di Milano, la violenza sessuale viene confermata e prendono avvio le indagini dei carabinieri. Nel sangue della ragazza vengono rintracciate tracce elevatissime della droga "dello stupro". I tamponi vaginali effettuati consentono, attraverso le tracce biologiche, di isolare due campioni di Dna maschile. 

Fondamentale per le indagini è stata la collaborazione dei gestori del locale che hanno messo a disposizione degli inquirenti i frame registrati dal sistema di videosorveglianza quella sera. Le immagini mostrano chiaramente il momento in cui, per tre volte, gli aguzzini versano nel bicchiere alla ragazza la droga dello stupro.

Le tracce di Dna inchiodano due dei responsabili, i più giovani. Il terzo, che aveva utilizzato un preservativo, viene incastrato dalle telecamere e dalle indagini. 

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