Titolare e clienti sequestrati, uomo picchiato: rapina shock in gioielleria, arrestati in due

Il colpo nel 2016 alla "Spazio Oro" di Cusano. La gioielleria, dopo la rapina, ha chiuso

I due rapinatori in azione

Per non dare nell'occhio, come parte del loro travestimento, avevano scelto un libro, "La città degli assassini" di Jon Courtenay Grimwood. Così, uno di loro lo aveva tenuto in mano fino al momento di entrare in azione. Poi, però, finito il colpo lo aveva abbandonato lì, nel locale, convinto che non gli sarebbe più servito. E, invece, proprio quel libro ha incastrato lui e il suo complice. 

I carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni, guidati dal capitano Cosimo Vizzino, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini - un albanese di 24 anni e un italiano di 26, entrambi con diversi precedenti - con le accuse di rapina e sequestro di persona in concorso. 

Video | La rapina shock in gioielleria

Titolare e clienti sequestrati

I due, stando a quanto accertato dai militari, sono i malviventi che il 27 ottobre 2016 scorso avevano svaligiato la gioielleria "Spazio Oro" di via Zucchi a Cusano Milanino.

Quel giorno, poco dopo le 16, si erano presentati nel negozio con una parrucca, una barba finta e con una stampella uno e un libro in mano l'altro. Guadagnato l'ingresso, i due si erano scagliati contro la titolare - una donna italiana di 56 anni - e contro una cliente, che erano state minacciate - "Vi facciamo le punture", avevano detto i malviventi -, portate in bagno e lì sequestrate con delle fascette da elettricista strette ai polsi. 

I rapinatori avevano poi preso in ostaggio un altro cliente - entrato per caso nel locale -, avevano arraffato gioielli e diamanti per un valore di duecentomila euro e si erano avviati all'uscita. 

Le botte al testimone per fuggire

Davanti a loro, però, si erano trovati il padre della titolare - un 74enne - e un suo amico di sessantasei anni, che avevano cercato di bloccare la coppia. Uno dei due, per guadagnare una via di fuga, aveva colpito il più giovane con la stampella, tanto che il 66enne era finito al Niguarda in codice giallo per la frattura del malleolo. 

Nella gioielleria, i carabinieri avevano trovato le parrucche, le barbe finte e proprio il libro, da cui gli investigatori sono riusciti a isolare le impronte dei due. I loro nomi hanno poi trovato perfetta corrispondenza nei volti ripresi dalle telecamere di sicurezza della gioielleria durante la rapina e durante il giorno precedente, quando i due erano andati a effettuare un sopralluogo. 

La gioielleria chiusa dopo il colpo

L'albanese è stato trovato a febbraio scorso ed è già finito in galera, mentre l'italiano 26enne è stato rintracciato negli ultimi giorni a Madrid, dove è stato fermato dalla polizia spagnola. Venerdì è stato estradato e preso in consegna dalle forze dell'ordine italiane all'aeroporto di Fiumicino. Dopo la rapina, aveva girovagato tra la Germania, l'Italia e la Spagna, ma la sua fuga è finita grazie a un mandato d'arresto europeo. 

Dopo quel colpo, la gioielleria è stata costretta a chiudere. L'assicurazione, infatti, non ha mai più rimborsato i titolari, che già nel dicembre 2015 avevano subito un'altra rapina. Per quel blitz era stata arrestata una coppia di Monza.

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