Assalto armato alla villetta dell'imprenditore, ferita la figlioletta: presa la banda del fattorino

In manette gli autori del blitz in una villa di Paderno. Il basista era un dipendente della vittima

Uno dei sopralluoghi prima del colpo

Uno, dall'interno, aveva studiato la vittima e organizzato il piano nei minimi dettagli. Altri due si erano preoccupati di verificare che tutto andasse per il meglio, prima e durante il colpo. E altri due ancora, invece, erano entrati in azione, col volto coperto e le armi in mano. 

I carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni, guidati dal maggiore Saverio Sica, hanno chiuso il cerchio sugli autori della rapina messa a segno lo scorso 2 agosto in una villetta di Paderno Dugnano. Quella sera due uomini, con coltelli da macellaio in pugno, si erano presentati a casa di un imprenditore e, tenendo in ostaggio lui e la moglie, avevano cercato di portare via 10mila euro in contanti, ferendo anche la figlioletta della coppia - una bimba di 11 anni - che era stata strattonata e spinta mentre cercava di dare l'allarme col suo telefonino. 

Uno dei banditi, il 20enne Andrea Francesco Cepparulo, era stato fermato in flagranza, dopo essere stato bloccato dallo stesso imprenditore con l'aiuto dei suoi vicini di casa mentre cercava di fuggire dal cancello dell'abitazione. Adesso anche gli altri quattro complici sono stati formalmente accusati di rapina aggravata e ricettazione: si tratta di Choukri Ossama - venti anni, il secondo rapinatore -, Jonathan B. - trentadue anni - e Denis N. - trentasette anni - che avevano fatto da "palo" durante il blitz e Cristian Russo, un 37enne considerato il basista. 

Il fattorino basista

Quello di Russo, stando alle indagini, è il ruolo centrale della banda. Lui, infatti, lavorava come fattorino per l'azienda della vittima - che ha una società che si occupa di trasporti e consegne - e sapeva molto bene quando il suo capo portava i soldi a casa. 

Così, avrebbe organizzato il colpo - preceduto da diversi sopralluoghi - e avrebbe detto ai due rapinatori che la vittima "nascondeva" i soldi nella taverna. Infatti, la sera del colpo i banditi dopo aver minacciato marito e moglie con i coltelli, avevano espressamente chiesto alla coppia di andare nella taverna e di dar loro 10mila euro, che era esattamente la cifra presente in casa in quel momento. 

Proprio questa eccessiva precisione dei rapinatori aveva subito fatto pensare ai carabinieri di Paderno, guidati dal capitano Salvatore Marletta, che a entrare in azione fosse stato qualcuno che conosceva bene l'imprenditore. 

"Tradito" dalla malattia

Scorrendo i nomi dei vari dipendenti, l'attenzione degli investigatori è subito caduta su Russo, che risultava in malattia da tre giorni prima del colpo e che, proprio dopo il colpo, non era più tornato al lavoro. 

In più - sempre secondo l'inchiesta - il fattorino aveva un debito di 5mila euro con il suo capo e, poco prima della rapina, gli aveva promesso che avrebbe restituito i soldi nel giro di pochi giorni. 

Individuato il basista, che è stato arrestato martedì a Paderno, i carabinieri - grazie a intercettazioni e attività tecniche - sono poi riusciti a ricostruire tutta la banda, dai due pali - che ora erano già in carcere per altri motivi - fino al secondo rapinatore, fermato nella zona di Quarto Oggiaro. 

Nelle indagini, e in tutta la storia, decisiva è stata la partecipazione dei cittadini di Paderno Dugnano. Erano stati proprio i vicini ad aiutare l'imprenditore a bloccare uno dei rapinatori e sono stati tutti i residenti della strada a segnalare più volte ai militari alcune stranezze notate nei giorni precedenti al colpo. Una di quelle stranezze era proprio lo scooter, rubato, che la banda aveva usato per i sopralluoghi. 

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