Un cappotto per chi ha freddo, a Monza sbarca l'iniziativa solidale di Salvagente

Nel weekend ha preso il via il progetto di solidarietà dell'associazione monzese che offre l'opportunità a chi ha freddo di trovare, e prendere gratuitamente, un cappotto in città

Lo stand con i cappotti allestito dall'Associazione Salvagente

L'emergenza freddo a Monza si vince con la solidarietà. Grazie all'associazione Salvagente in città nel weekend ha preso il via il progetto solidale che offre la possibilità, per chi ha bisogno di un cappotto o non ne possiede uno, di trovarlo, prenderlo gratuitamente e trovare così riparo dal freddo.

Chi invece ha qualche giacca o cappotto in più che non utilizza può donarlo, offrendo a qualcuno la possibilità di ripararsi e mettendo i capi a disposizione di chi li cercherà.

"Con questa iniziativa vogliamo aiutare veramente le persone" spiega Mirko Damasco, presidente dell'Associazione Salvagente di Monza promotrice del progetto. "Vogliamo anche dimostrare che la condivisione esiste, che le persone hanno voglia di fare del bene e le cose belle funzionano". 

La prima attività ad aver aderito all'iniziativa è stata la libreria Duomo in piazza Carrobbiolo. E' stato qui che sabato è stato inaugurato il progetto ed è comparso il primo attaccapanni dell'iniziativa. Sullo stand sono presenti dei capppotti, spiega l'ideatore che ha portato a Monza un'idea nata negli Stati Uniti per far partire proprio dal capoluogo brianzolo una nuova catena di solidarietà "Chi ha freddo può prenderne uno, chi vuole donare può lasciarlo. L'attaccapanni sarà sempre disponibile, giorno e notte".

Tutti possono con un piccolo gesto di solidarietà prende parte all'iniziativa: i cittadini che vorranno donare possono presentarsi e lasciare un cappotto mentre per le attività commerciali che intendono offrire il proprio sostegno all'associazione basta aderire al progetto. Al momento a Monza anche una lavanderia (LavaBene) di via Magenta ha mostrato sensibilità nei confronti dell'iniziativa e si è proposta come punto di raccolta per i capi. Nelle prime due notti di sperimentazione del progetto tutti i cappotti messi a disposizione sono stati ritirati da chi ne aveva bisogno e ad adoperarsi per rifornire l'attaccapanni dello "scambio" sono stati gli stessi cittadini grazie alla mobilitazione del gruppo Facebook monzese "Easy Monza". 

L'obiettivo ora è quello di superare, grazie alla solidarietà, anche i confini monzesi e raggiungere le altre città. "Al momento" spiega ancora Mirko Damasco "abbiamo ricevuto alcune richieste da Seregno e Rimini e l'idea è quella di cercare di diffondere l'iniziativa in più parti d'Italia". 

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